SIU, 53% maschi italiani soffre di prostata, per 30% rapporti flop

Selezionata da Pietro Cazzola, MD

SIUIl 53% dei maschi italiani soffre di problemi alla prostata tra iperplasia prostatica benigna, prostatite o tumore della prostata. E il 30% è affetto da disturbi sessuali (il 15,5% disfunzione erettile, il 7,5% eiaculazione precoce, il 7,6% calo della libido) e patologie testicolari. Problematiche intime a cui si possono aggiungere anche disturbi renali (6%), quali calcoli o malattie oncologiche, o urinari (5,4%). Senza contare problemi di nicturia (24,7%), disuria (15,7%), senso di svuotamento incompleto (18%), urgenza minzionale (quasi 15%) e aumentata frequenza (17%).
Complessivamente questi problemi interessano, da soli o meno, oltre il 51% della popolazione maschile tra i 25 e i 75 anni, con un sensibile impatto sulla vita personale e di coppia indipendentemente dall’età. Ma nonostante questo fattori e sintomi sono spesso trascurati per disinformazione, disattenzione o superficialità. E' quanto emerge da uno studio condotto nel 2016 dalla Società italiana di urologia (Siu), che ha analizzato i dati della Campagna di prevenzione #Controllati 2016, e che ha coinvolto 81 centri urologici del territorio e quasi 10 mila pazienti (con 2.400 schede compilate), con vita di coppia stabile (matrimonio o convivenza) in parte sani e in parte affetti da ipertensione, sindrome metabolica o con familiarità per tumore prostatico.
Per sensibilizzare il maschio a prendersi cura della propria salute intima prende il via il 1 giugno la seconda edizione della campagna #Controllati-Mese della prevenzione urologica nell’uomo, promossa dalla Siu. L’iniziativa, che durerà fino al 15 luglio, ha l’obiettivo di diffondere l’importanza della prevenzione in tema di disturbi prostatici e sessuali. E per agevolare l’informazione sarà disponibile anche una app: #Controllati, l’applicazione sui disturbi urologici maschili, attiva dal 1 giugno sugli store digitali Apple e Google, per ottenere tutte le informazioni su salute urologica, disfunzione erettile, prevenzione, centri urologici più vicini, con la possibilità di fare anche test di autovalutazione.
"I risultati emersi hanno rivelato una situazione sessuale critica tra i maschi di età compresa tra i 18 e i 75 anni che sembrano tornati agli anni '50, quando il rapporto padre-figlio non prevedeva si affrontassero questi temi e con il medico non si parlava quasi mai", ha spiegato Vincenzo Mirone, segretario generale Siu, professore ordinario e direttore della Scuola di specializzazione in Urologia dell'Università Federico II di Napoli. Un allarme che riguarda soprattutto i ragazzi under 30. "Per promuovere un’educazione culturale alla salute sessuale serve agire soprattutto sui ragazzi, anche con la complicità della donna che può svolgere un ruolo fondamentale di convincimento verso visite e controlli".
Per Roberto Carone, presidente Siu e direttore della struttura complessa di neuro-urologia dell’Azienda ospedaliera universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, "la situazione si è aggravata per l’aumento della disinformazione o falsa informazione, causata da fonti non attendibili, reperite casualmente sul web o attraverso il tam-tam di amici: secondo l’indagine il 10% dei maschi con disfunzione erettile segue, ad esempio, una terapia con inibitori PDE5". Ma trascurato è anche il momento della diagnosi: "Se circa l’85% dei maschi over 70 dichiara di avere eseguito almeno una volta il dosaggio del Psa, l’esame del liquido seminale resta ancora una pratica poco comune: solo il 15% di italiani tra i 30 e i 50 anni lo ha effettuato una volta nella vita".
In questo senso, sottolinea Carone, la campagna della Siu "intende promuovere, sulla linea di quanto avviene per la salute femminile, una cultura verso la prevenzione anche al maschile, sensibilizzando l’uomo ad adottare comportamenti corretti in tema di tutela intima e sessuale indipendentemente dall’età e in modo precoce. La raccomandazione - conclude - è farsi monitorare periodicamente e non solo alla comparsa del problema".