Incontinenza urinaria: pubblicate negli Stati Uniti le linee guida

Selezionata da Pietro Cazzola

IncontinenzaTraining vescicale, esercizi di Kegel, calo ponderale ed esercizio fisico sono le opzioni più efficaci per il trattamento non chirurgico dell’incontinenza urinaria femminile, secondo le linee guida pratiche dell'American college of physicians (Acp) dedicate ai medici di medicina generale e pubblicate sugli Annals of internal medicine. «L'incontinenza urinaria è comune tra le donne, e spesso viene sottovalutata e sottodiagnosticata» esordisce Amir Quaseem, responsabile del programma linee guida cliniche dell’Acp e primo autore del documento. «I medici di famiglia dovrebbero adottare un approccio proattivo ponendo domande specifiche sui sintomi e la frequenza dell’incontinenza urinaria, dato che circa la metà delle donne che ne soffre non ne parla con il proprio dottore» riprende l’autore. Nei casi di incontinenza da stress, che si verifica quando si ride, si tossisce o starnutisce, gli esperti Usa sconsigliano la terapia farmacologica raccomandando invece gli esercizi di Kegel, semplici contrazioni volontarie dei muscoli del pavimento pelvico che sostiene utero, uretra, vescica e retto, fatte con l'obiettivo di rinforzare il tono muscolare. Viceversa, nelle donne in cui l’incontinenza si verifica senza motivo apparente con improvvisa urgenza alla minzione, l’Acp raccomanda il training vescicale, che ha lo scopo di migliorare il controllo della vescica aumentando la quantità di urina che può essere trattenuta senza perdite o stimoli urgenti, permettendo di raggiungere il bagno in tempo. «Se l’allenamento vescicale non riesce, è il caso di ricorrere ai farmaci per l’incontinenza, tra cui antimuscarinici o anticolinergici e antispastici, scegliendo il più adatto dopo averne valutato effetti avversi, tollerabilità, facilità d'uso e costi» riprende Quaseem, spiegando che nell’incontinenza mista, una combinazione di quelle da stress e da urgenza, l’Acp raccomanda gli esercizi di Kegel associati al training della vescica, mentre nelle donne obese con incontinenza urinaria la prima scelta è la perdita di peso con dieta ed esercizio fisico. «Le linee guida Acp si basano sugli studi pubblicati dal 1990 al dicembre 2013» aggiunge l’autore, sottolineando che il documento non discute né le opzioni chirurgiche né alcune terapie non chirurgiche tra cui la tossina botulinica o la neuromodulazione, in quanto tali trattamenti non sono tipicamente utilizzati dai medici di base.

Ann Intern Med. 2014 Sep 16;161(6):429-40. doi: 10.7326/M13-2410