Ca prostatico: negli Usa lo screening con Psa resta alto

Selezionata da Pietro Cazzola

ProstataSecondo uno studio pubblicato su Jama Internal Medicine le attuali linee guida, che sconsigliano lo screening per il cancro alla prostata, hanno un effetto minimo sulla pratica clinica corrente. Lo studio, svolto dai ricercatori dell’Henry Ford Hospital di Detroit, Michigan, e pubblicato come lettera di ricerca, riguarda l'uso dell’antigene prostatico specifico (Psa), come test per la diagnosi precoce della neoplasia prostatica. Dice Jesse Sammon, del Vattikuti Urology Institute all’Henry Ford e primo autore dell’articolo: «Lo screening di routine per il cancro alla prostata con il Psa è una pratica ampiamente contestata, e nel mese di ottobre del 2011 un documento della Us Preventive Services Task Force (Uspstf) lo sconsigliava in qualsiasi fascia di età». Basandosi su una revisione degli studi pubblicati, l’Uspstf sottolineava che lo screening può individuare il cancro prostatico in fase precoce, ma manca la dimostrazione che tale scoperta sia di reale vantaggio per il paziente. Secondo il documento gli studi svolti non erano sufficienti a raccomandare o vietare lo screening di routine con PSA o l'ispezione digitale rettale. Da qui lo studio dell’Henry Ford, che ha analizzato l’attuale prevalenza del ricorso al Psa con particolare attenzione alle differenze tra i diversi stati dell’Unione e tra i gruppi di età. «Allo scopo abbiamo usato i dati relativi al 2012 del Factor Surveillance System Behavioral Risk (Brfss), un sistema di indagini sanitarie telefoniche istituito nel 1984 dai Centers for Disease Control and Prevention. «Il Brfss raccoglie Informazioni sui comportamenti a rischio per la salute, le strategie cliniche preventiva e l'accesso ai servizi sanitari in tutti gli stati Nordamericani, nel Distretto di Columbia, a Puerto Rico, Guam e le nelle Isole Vergini, con oltre 3 milioni di Interviste» spiega l’autore. E a conti fatti le stime indicano che circa 17 milioni di uomini di 50 anni o più senza storia pregressa di patologia prostatica si sono sottoposti allo screening con Psa, a fronte di un significativo miglioramento della sopravvivenza a 5 anni osservato nel primo decennio dopo che la Fda ha approvato il test del Psa nei maschi asintomatici. «Rimane il fatto che il suo uso per lo screening di routine è ancora controverso: il test fornisce spesso falsi positivi, esponendo soggetti senza tumore a trattamenti inutili con effetti collaterali potenzialmente devastanti come impotenza e incontinenza» afferma il ricercatore, puntualizzando che i tassi di ricorso allo screening erano particolarmente elevati tra le persone con reddito superiore a 75 mila dollari, un grado di istruzione superiore, un'assicurazione sanitaria e un età compresa tra 70 e 74 anni. Sono state osservate differenze significative nell’uso del Psa anche analizzando la distribuzione dello screening tra i diversi stati: in cima alla lista c’erano le Hawaii con il 59,4%, mentre il New Hampshire era il fanalino di coda con il 24,5%. «Presi insieme, questi risultati suggeriscono che le attuali linee guida hanno avuto un effetto limitato tra i fornitori di assistenza sanitaria a livello nazionale» conclude Sammon.

JAMA Intern Med. 2014 Sep 1