DOLORE, Novità primo diclofenac basso dosaggio riduce il rischio correlato all’impiego dei FANS

Maria D’Acquino

Diclofenac“Anestesisti e terapia del dolore a confronto ad Assisi, spiega Fabio Gori, Direttore della S.C. Anestesia, Rianimazione e Terapia del dolore Ospedale di Città di Castello – USL Umbria1 e Presidente del XX Congresso Nazionale della European Society of Regional Anaestesia (ESRA)-Italian Chapter, che vedrà al centro dell’interesse il miglioramento del profilo di sicurezza e di affidabilità delle tecniche anestesiologiche loco-regionali e l'applicazione di tutti gli strumenti, farmacologici e non, per contrastare il dolore.
La corretta scelta della tecnica anestesiologica, centrale o periferica, trova il suo razionale non solo nella richiesta di una sempre maggiore sicurezza e efficienza nel periodo intra-operatorio, ma anche dalla necessità di un adeguato controllo del dolore nel post-operatorio. Quando questo avviene, consente un precoce recupero funzionale con riduzione della degenza ospedaliera, e parallelamente un maggiore gradimento da parte dei pazienti.
Si parlerà anche dell'impiego di molecole, prosegue Gori, quali gli anti-infiammatori non steroidei (FANS), al centro dell’attenzione visto il loro ampio impiego nella pratica clinica grazie alla loro efficacia nel contrastare il dolore acuto e cronico. Entrato ormai da anni nella pratica clinica, l’uso dei FANS è talmente diffuso e consolidato che spesso il paziente passa, magari dopo una prima prescrizione del medico, all’autoprescrizione e all’automedicazione. E' del tutto evidente che questi comportamenti espongono il paziente ad un potenziale aumento degli effetti collaterali, come segnalato anche recentemente dall’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, conclude l’esperto”.
“Il rischio cardiovascolare, afferma Andrea Fanelli, Anestesista, Azienda Ospedaliero-Universitaria, Policlinico S. Orsola-Malpighi, Bologna, è stato oggetto di una revisione condotta dall’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) che ha stabilito che il diclofenac, il più utilizzato e conosciuto FANS, presenta un rischio cardiovascolare dose-correlato ovvero che cresce con l’aumentare del dosaggio”.
Intervenendo al Congresso dell’ESRA, Andrea Fanelli illustra alcuni studi che dimostrano come dosi estremamente ridotte di diclofenac, sono efficaci tanto quanto quelle comunemente utilizzate nella pratica clinica e, nello specifico, secondo uno studio condotto su una nuova formulazione di diclofenac recentemente autorizzata dall’AIFA, la dose da 50mg risulta efficace nel contrastare il dolore quanto quella da 75mg.
“Questa novità, continua Fanelli, è resa possibile grazie all’associazione del diclofenac con le beta-ciclodestrine, che aumentano l’idrosolubilità e la biodisponibilità del composto. L’innovativa formulazione è particolarmente utile perché grazie al dosaggio da 25 mg, prima inesistente, si minimizzano gli eventi avversi FANS-correlati aderendo alle raccomandazioni dell’AIFA, che suggerisce l’utilizzo dei farmaci antinfiammatori al minor dosaggio efficace e per il minor tempo possibile” conclude Fanelli.
Le criticità maggiori sono naturalmente legate all’uso prolungato di diclofenac, nei casi di dolore cronico ma, anche nei casi di dolore acuto, e riuscire a eliminare il dolore con un basso dosaggio è un grande vantaggio e una raccomandazione utile per tutte le persone che si trovano improvvisamente in uno stato di dolore. E se il dolore arriva in assenza di persone che ci possono assistere, la nuova formulazione ha anche un ago per iniezione sottocute che può essere somministrata da soli.