Ca prostatico trasmesso per via sessuale: ipotesi su Nature da verificare

Selezionata da Pietro Cazzola

Cancro prostataIl cancro della prostata, secondo uno studio pubblicato su PNAS, potrebbe essere trasmesso per via sessuale. Molti pazienti affetti dalla neoplasia hanno infatti anticorpi contro Trichomonas vaginalis, agente causale di una infezione sessualmente trasmissibile (IST) molto comune. «Questa ricerca prende origine da uno studio caso-controllo svolto ad Harvard nel 2009» commenta Giampiero Carosi, professore emerito di Malattie infettive e tropicali dell’Università di Brescia. «Erano stati arruolati 673 pazienti con tumore della prostata e altrettanti controlli. Si era riscontrata un’associazione non significativa ma comunque ampia tra presenza di anticorpi anti-Trichomonas in soggetti con cancro prostatico e un’associazione significativa, invece, tra presenza di questi anticorpi e cancro della prostata grave, metastatizzato e letale». Conclusione: si ipotizzava una significativa associazione tra il rischio di cancro della prostata metastatico tendenzialmente letale e presenza di infezione da Trichomonas. «Partendo da queste evidenze, un gruppo dell’Università di California (Los Angeles) ha ora voluto studiare più a fondo il problema, per capire il meccanismo che lega il Trichomonas con la presenza di tumore della prostata» spiega Carosi. «Si tratta di uno studio in vitro e si è visto che da Trichomonas viene secreta una proteina - denominata TvMIF (trichomonas vaginalis macrophage migrating inhibitory factor) - che oltre ad inibire la migrazione dei macrofagi provoca infiammazione, induce proliferazione cellulare e sarebbe in grado di promuovere il tumore della prostata. La TvMIF ha il 47% di somiglianza con una proteina omologa umana, l’HuMIF, la cui presenza risulta elevata nei portatori di cancro prostatico, giocando un ruolo importante nella genesi della patologia. Nello studio è stato prelevato il siero dei pazienti con cancro prostatico: oltre all’elevato titolo anticorpale anti-Trichomonas si sono riscontrati alti livelli di anticorpi anti-TvMIF» prosegue Carosi. «Gli autori pertanto sostengono che l’infezione da Trichomonas possa provocare, tramite la secrezione di questa proteina, proliferazione cellulare tale da contribuire alla formazione del tumore della prostata». Che cosa ne pensa? «È una tesi molto interessante ma mancano prove conclusive. Innanzitutto è uno studio in vitro. Inoltre l’infezione da Trichomonas è molto diffusa (ne è infetto ¼ degli uomini), è propria dell’età giovanile e non è stato evidenziato alcun fattore di rischio sessuale specifico. Inoltre il cancro prostatico è comune negli anziani per cui si dovrebbe pensare a un’infezione cronica. Senza contare la familiarità e quindi la possibilità di considerare fattori genetici per cui l’infezione da Trichomonas potrebbe agire da cofattore di vulnerabilità».

Proc Nattl Acad Sci U.S.A., 2014 May 19. [Epub ahead of print]

Arturo Zenorini