Ca prostatico, radiofarmaco mirato aumenta la sopravvivenza del 30%

Selezionata da Pietro Cazzola

Carcinoma prostataContro il tumore della prostata, che nonostante il calo del 18% negli ultimi 10 anni rimane la neoplasia più diffusa fra gli uomini (20% di tutte le forme, con 36mila casi l’anno e 7.500 decessi), è disponibile da poco in Italia una nuova arma terapeutica, in grado di aumentare la sopravvivenza globale del 30%.  Si tratta di un radiofarmaco, il radio-223 dicloruro. Se ne è parlato ieri a Roma, in un incontro sul tema. «Il radio-223 dicloruro (Ra-223) rappresenta un successo della ricerca che permette di affrontare in misura ancora più efficace questo tumore» afferma Francesco Cognetti, direttore del Dipartimento di Oncologia medica dell'Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma. «Il Ra-223 è il primo radiofarmaco ad azione specifica sulle metastasi ossee che, rispetto ad altre terapie, non induce danni evidenti al midollo osseo» spiega Paolo Carlini, dirigente medico presso la medesima struttura. «Il farmaco» aggiunge Carlini «è stato approvato dall’Ema nel novembre del 2013 e in Italia è disponibile in classe Cnn. Attualmente è in fase di negoziazione con l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa)». In ogni caso, sottolinea Cognetti «non vanno mai dimenticate le buone regole della prevenzione, perché questa neoplasia risente molto dell’alimentazione troppo ricca in grassi, della sedentarietà e del fumo di sigaretta. A tutte le età, dunque, è indispensabile adottare stili di vita corretti, capaci di tenere alla lontana il cancro». Anche perché non esistono screening per il carcinoma prostatico, al contrario del tumore del seno o del colon retto o della cervice uterina. «Da anni si discute dell’utilità del Psa» osserva al proposito Cognetti. «È scientificamente dimostrato che il livello di questa proteina aumenta in presenza del tumore. Tuttavia i suoi valori elevati possono essere causati anche da infiammazioni o infezioni. Per ottenere risultati più precisi è preferibile affiancarlo ad altri marcatori. E comunque l’esame del Psa non deve essere utilizzato in maniera indiscriminata come strumento di screening del tumore della prostata».

A.Z.