Se la prostata è infiammata attenzione al cancro, anche con PSA normale

Selezionata da Pietro Cazzola

ProstataSe il tessuto prostatico benigno è cronicamente infiammato, aumenta il rischio di cancro della prostata, anche nei pazienti con bassi valori di antigene prostatico specifico (PSA). Ecco, in sintesi, le conclusioni di uno studio finanziato dal National Cancer Institute e pubblicato su Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention. I ricercatori, coordinati da Elizabeth Platz, professore epidemiologia alla Bloomberg School of Public Health di Baltimora, hanno analizzato le biopsie prostatiche dei partecipanti al Prostate Cancer Prevention Trial (PCPT), scoprendo che i pazienti con tessuto prostatico cronicamente infiammato avevano 1,78 volte più probabilità di scoprirsi affetti da un cancro della prostata e 2,24 volte più probabilità di avere una forma aggressiva rispetto a chi non aveva infiammazione. «Uno stato infiammatorio è comune nel tessuto prostatico di uomini con indicazione alla biopsia per PSA elevato o esplorazione rettale (DRE) positiva. E siamo rimasti sorpresi di scoprire che la prevalenza di infiammazione cronica negli uomini senza tale indicazione era alta, circa il 78%» riprende la ricercatrice. Tra il 1993 e il 1997, 18.882 uomini almeno 55enni con esito normale per esplorazione rettale e PSA normale hanno preso parte allo studio PCPT compilando questionari con dati demografici, sullo stile di vita e sulla presenza di eventuali malattie. Tutti i partecipanti sono stati seguiti per sette anni dopo essere stati assegnati in modo casuale a ricevere finasteride o placebo. E dal braccio placebo dello studio Platz e colleghi hanno esaminato le biopsie di 209 controlli appaiandole a 191 casi di cancro alla prostata ed eseguendo una valutazione istopatologica di tutti i campioni per identificare prevalenza, grado e tipo di infiammazione. Ebbene, dai dati raccolti emerge uno stretto legame tra infiammazione cronica prostatica e cancro, presente anche tra gli uomini con livelli di PSA addirittura inferiori a 2 ng/ml . «Lo studio, i cui risultati andranno ulteriormente confermati, è un ottimo esempio di ricerca multidisciplinare fatta da epidemiologi, patologi, immunologi, urologi e biostatistici» conclude Platz.

Cancer Epidemiol Biomarkers Prev. OnlineFirst April 18, 2014