Tumore prostata, Psa riduce rischio morte 21%

Selezionata da Pietro Cazzola

ProstataLo screening per il tumore alla prostata basato sul test della proteina Psa nel sangue abbassa il rischio di morte per gli uomini di mezza età del 21%. Lo affermano i dati di un grande studio europeo su 162mila persone pubblicati dalla rivista Lancet, che però secondo gli autori non sono sufficienti a giustificare test su larga scala. Lo studio European Randomised study of Screening for Prostate Cancer è stato portato avanti dal 1993 in otto paesi europei tra cui l'Italia, e sono stati confrontati soggetti fra 50 e 74 anni che si sottoponevano al test ogni quattro anni con altri che non facevano lo screening. Dopo nove anni il rischio è risultato minore del 15%, mentre dopo undici il vantaggio si è assestato sul 21%. La questione sull'opportunità o meno di effettuare l'analisi è molto dibattuta, soprattutto per il fatto che circa il 60% dei tumori trovati è di tipo benigno, mentre i trattamenti hanno effetti collaterali che arrivano all'impotenza. Questi numeri sono confermati anche dalla ricerca europea, secondo cui servono 781 test per salvare una vita. «E' ancora presto per uno screening a tappeto sulla popolazione - affermano gli autori -. Dobbiamo prima trovare l modo di ridurre le diagnosi inutili evitando le biopsie non necessarie e riducendo il numero ancora troppo alto di test necessari per produrre un beneficio su un singolo paziente».