A Firenze: prostatectomia e protesi al pene contemporaneamente

Selezionata da Pietro Cazzola

Disfunzione erettileFirenze - Impiantate protesi peniene su 5 pazienti, contemporaneamente alla prostatectomia radicale extraperitoneale. E' stata presentata oggi alle 12 all'Auditorium del Cto in largo Palagi 1 a Firenze, nell'ambito del 29esimo Congresso nazionale della Società Italiana di Andrologia (SIA), la tecnica chirurgica sperimentata con successo all'ospedale Ss. Annunziata dall'équipe di Riccardo Bartoletti, urologo dell'ateneo fiorentino che opera nella struttura dell'azienda sanitaria di Firenze, e da Nicola Mondaini.
L'operazione, giudicata finora difficilmente praticabile e densa di controindicazioni - spiega una nota - è stata eseguita con successo per la prima volta in giugno su un sessantenne, a cui sono stati impiantati, nello stesso momento in cui gli è stato asportato il tumore che aveva aggredito in maniera estesa la prostata, un serbatoio, una pompetta e due cilindri in silicone rivestiti da uno strato antibiotico che fanno da corpo cavernoso in grado di permettergli di avere erezioni e una vita sessuale normale. Il tutto in laparoscopia, con appena 5 forellini addominali necessari anche solo per l'intervento base, e uno a livello dello scroto, senza segni di cicatrici. Il buon risultato dell'intervento ha indotto gli urologi fiorentini a ripeterla con successo su altri 4 pazienti più giovani nelle settimane successive.
"E' la simultaneità dell'asportazione del tumore con l'impianto delle componenti della protesi la novità dell’intervento", sottolinea Riccardo Bartoletti dell'Università di Firenze. Finora infatti la protesi peniena veniva impiantata solo dopo 2-3 anni dalla rimozione del tumore al 50% circa dei pazienti sottoposti a prostatectomia, e solo in qualche caso in contemporanea veniva sistemato unicamente il serbatoio nell'addome vicino alla vescica. I forti rischi di complicazioni infettive e l'estrema sofisticazione della metodica avevano finora fatto rinunciare a un intervento unico che affrontasse in una sola soluzione tutte le problematiche. "Questo limite - spiega Nicola Mondaini - costringeva però a un lungo periodo di astinenza che, oltre ad essere causa di di stress nella coppia, poteva rendere non soddisfacente il completamento dell'intervento ricostruttivo perché in quell'arco di tempo, per fenomeni di fibrosi, il pene può accorciarsi e il collegamento tra serbatoio, pompa e cilindri gonfiabili risultare più complicato".