Prostata, da ricercatori italiani 'mappa' cellule malate di ogni paziente

Selezionata da Pietro Cazzola

Cancro ProstataLa lotta al cancro alla prostata ha una nuova, potente freccia al suo arco. Un gruppo di ricercatori italo-americani ha scoperto il modo di misurare e mappare le cellule tumorali di un paziente, il loro numero, la collocazione e il diverso stadio di sviluppo e mutazione, affrontando quello che è uno dei problemi su cui la ricerca mondiale in campo oncologico si sta concentrando: la forte eterogeneità dei tumori. Le cellule tumorali, infatti, anche all'interno dello stesso paziente, possono variare moltissimo tra loro e, di conseguenza, avere reazioni del tutto diverse alle terapie. Se alcune cellule vengono infatti aggredite e debellate con le cure standard, altre possono invece essere refrattarie e addirittura guadagnare spazio, estendendosi e moltiplicandosi nell'organismo. Ecco perché ricostruire la mappa, unica e irripetibile, delle cellule malate di ciascun paziente è un obiettivo fondamentale della ricerca medica.
Il nuovo metodo computazionale sviluppato a Trento basato sull'analisi del genoma - informa una nota - permetterà di offrire informazioni mai avute prima sulle condizioni e lo stato di sviluppo delle cellule tumorali del singolo paziente, aiutando così l'oncologo a intervenire mirando al bersaglio, ad esempio con un mix o un dosaggio personalizzato di farmaci. Una procedura utile non soltanto in caso di malattie avanzate, ma anche già nella prima fase della terapia. La scoperta, pubblicata su 'Cell', è opera di un gruppo di scienziati, coordinati dai ricercatori dell'Università di Trento (Centro per la biologia integrata - Cibio), del Weill Cornell Medical College (la scuola medica dell'Università Cornell di New York), del Broad Institute del Mit e di Harvard. Francesca Demichelis, ricercatrice del Cibio e visiting assistant professor di Biomedicina computazionale al Weill Cornell, ha lavorato con i suoi collaboratori per cercare di comprendere quanto diffuse siano le mutazioni e le alterazioni del Dna individuate nei vari campioni di tumore e cosa questo possa significare in termini di progressione del tumore e, potenzialmente, del relativo trattamento. "Le informazioni relative a cosa sia comune o meno nelle alterazioni - spiega Demichelis - guideranno l'utilizzo dei farmaci e delle cure in relazione al paziente".
Il team internazionale di ricerca ha collaborato per anni all'analisi e alla mappatura del genoma del cancro alla prostata. Risultato di questi studi è la convinzione che le alterazioni genomiche strutturali siano un fattore chiave per lo sviluppo e la progressione del cancro. Questo studio ha condotto il sequenziamento di 57 genomi del cancro alla prostata e di genomi interi di tessuti omologhi normali. "Questa scoperta - prosegue Demichelis - smentisce quanto finora sembrava assodato e cioè che sia uno sviluppo graduale del carcinoma ad annullare, nel corso del tempo, la capacità di controllo della crescita della cellula. Questo processo dall'andamento improvviso, denominato 'evoluzione del cancro a macchie/spot', può essere paragonato a quanto prevede la teoria dell'evoluzione per le specie viventi, secondo la quale i cambiamenti di stato in una specie si verificano proprio con intervalli repentini".
"Si tratta di un primo, concreto esempio nella direzione della medicina di precisione - commenta Alessandro Quattrone, direttore del Cibio - un'evoluzione della ricerca su cui stiamo scommettendo molto. Consente di personalizzare al massimo gli interventi e di determinare il profilo di rischio di ciascuna persona. Permette di monitorare l'evoluzione della patologia e permetterà in un prossimo futuro di realizzare appropriati interventi preventivi oltre che di selezionare la terapia, la dose e il tempo di trattamento migliori". Anticipata dal primo sequenziamento del genoma umano nel 2001, la 'Precision Medicine' è stata preparata grazie all'introduzione di strumenti informatici in grado di interpretarlo in modo sempre più efficace. Oggi a segnare la svolta è stata l'introduzione di una nuova tecnologia di sequenziamento di Dna che permette di leggere genomi al costo di una Tac. "In breve tempo - assicura Quattrone - comprenderemo sempre di più quello che già un poco sappiamo: che ogni individuo è diverso, che ogni malattia è diversa, e ogni cura dovrà essere tarata precisamente su queste diversità". L'Università di Trento per il tramite del suo Cibio avvierà alla fine del 2013 la prima iniziativa italiana di Precision Medicine.

Fonte: Adnkronos Salute