Per i tumori alla prostata più di mille ricoveri

Selezionata da Pietro Cazzola

FELTRE. Sono stati 75 i tumori alla prostata operati dall'équipe di Daniele Xausa nel corso del 2012. Questo volume di attività ha un indice molto elevato, spiega il direttore sanitario dell'Usl Giovanni Maria Pittoni sia dal punto di vista epidemiologico che chirurgico. Il numero elevato depone per almeno un intervento di prostectomia, ossia di resezione totale della prostata, alla settimana. E i dati di attrazione (su 75 pazienti operati circa la metà proviene dall'Usl 2 e dalla Comunità di Primiero e la parte restante da altre Usl del Veneto) confermano, aggiunge il ds Pittoni, che gli specialisti urologi diretti dal responsabile Xausa, sono «molto esperti ed hanno una professionalità matura e la capacità di gestire una mole enorme di lavoro, cosa che consente di soddisfare le liste d'attesa sia in ambito ambulatoriale che chirurgico».
Nel corso del 2012, infatti, i ricoveri sono stati 1012 con il 46 per cento di pazienti provenienti da Comuni fuori del territorio dell'Usl 2. Le prestazioni ambulatoriali sono state, sempre nel 2012, 4.436 con un aumento dell'undici per cento rispetto all'anno precedente, a cui si devono aggiungere 337 consulenze per pazienti provenienti dal pronto soccorso. Tra le prestazioni che vengono eseguite dall'anno scorso, ci sono anche la circoncisione terapeutica e la scleroembolizzazione per varicocele che, in precedenza, si effettuavano con il ricovero. Adesso, evidenzia il responsabile dell'unità operativa semplice di urologia Daniele Xausa che ha operato in sotto organico con il collega Roberto Bertoldin fino all'inizio di questo mese, quando cioè è stato assunto a tempo indeterminato il terzo urologo, Giuseppe Coschgliano, «le tecniche chirurgiche urologiche utilizzate sono sempre meno invasive in quanto si ricorre sempre più all'utilizzo della laparoscopia ed endourologia con grande beneficio dei pazienti che possono riprendere le loro attività in tempi più rapidi».
Restano sempre attuali, proprio per la significativa incidenza del tumore della prostata, la prevenzione primaria e secondaria. Più che il ricorso al dosaggio della proteina PSA che si fa con un prelievo di sangue, vale la compliance con il proprio medico curante. Dice, il direttore sanitario Pittoni: «A tutt'oggi non si danno indicazioni sul PSA come strumento di screening su popolazione target. È importante, piuttosto, segnalare al proprio medico se ci sono disturbi nella minzione quando si è raggiunta un'età che può rappresentare fattore di rischio. Sarà il medico, in base all'anamnesi e alla descrizione dei sintomi, a indirizzare il paziente al percorso più appropriato».

Laura Milano