Urologia in Provincia di Messina: 30 posti per 108 comuni

Selezionata da Pietro Cazzola

prostataDa Milazzo a Tusa non vi sono reparti di urologia, né presidi d’urgenza o prevenzione. L’urologia in provincia di Messina rischia così d’essere una illustre sconosciuta. Non rimane che rivolgersi al Policlinico o al Papardo: meno di 30 posti letto complessivamente per una provincia di 108 comuni”. Inizia con queste parole il comunicato stampa diramato dal Movimento per l’Indipendenza della Sicilia; a parlare il coordinatore provinciale, Mimmo Mollica: “L’urologia – infatti – nella provincia di Messina rischia d’essere una illustre sconosciuta, considerato che gli ospedali di Milazzo, Barcellona P.G., Patti e Sant’Agata di Militello non dispongono di reparti specializzati e in alcuni casi di un reparto di urologia. Non rimane che rivolgersi agli ospedali di Messina, il Policlinico universitario e il Papardo, che dispongono invece di reparti specializzati”. Scende ancora più nello specifico il coordinatore provinciale: “Al Policlinico universitario di Messina l’unità operativa complessa di urologia, diretta dal prof. Carlo Magno, dispone di 12 posti letto, articolati in 2 camere da 4 posti letto e in 4 camere da 2 posti letto. Il reparto di Urologia dell’Ospedale Papardo, che fa parte dell’Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti Papardo-Piemonte di Messina, in località Sperone, diretto dal dott. Diego Celi, dispone di 14 posti letto di ricovero ordinario e di 2 per il day hospital. Ambulatorialmente gestisce un ambulatorio Urostomia. Meno di 30 posti letto complessivamente per una intera provincia di 108 comuni”. Non manca infine nel comunicato ufficiale un accenno a quanto avvenuto a Palermo nei giorni scorsi: “Nei giorni scorsi – considera Mòllica – il prof. Umberto Veronesi a Palermo, per presentare la delegazione palermitana della Fondazione “Umberto Veronesi”, coordinata dal prof. Vittorio Gebbia, direttore dell”unità operativa di Oncologia Medica e docente di Oncologia Medica presso l’Università di Palermo, ha affermato: “Servirà per bloccare i viaggi della speranza, migliorare la qualità delle cure e della diagnosi, ma soprattutto a far tornare in Sicilia tanti bravi medici costretti a lavorare nei centri di eccellenza del Nord per carenza di strutture specializzate”.  “Se l’incidenza di ipertrofia prostatica o peggio di cancro alla prostata è elevata pure in provincia di Messina, – conclude Mollica – altrettanto congrua non è la distribuzione dei reparti negli ospedali di Messina e provincia. E così stando le cose i viaggi della speranza non possono dirsi così ‘scongiurati’ per chi voglia prevenire o curarsi. Né sembra spianata la strada al rientro “in Sicilia dei tanti bravi medici costretti a lavorare nei centri di eccellenza del Nord per carenza di strutture speciali”.