Nuovo test per il tumore alla prostata

Selezionata da Pietro Cazzola

ProstataNel  Servizio di  Patologia  Clinica  dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma, diretto da Laura Conti, è  disponibile un nuovo marker col nome di «2pro PSA e phi» in grado di limitare il numero di biopsie non necessarie. Il test innovativo  più accurato e più specifico dei due test già in uso, il PSA totale e il PSA libero,  si effettua tramite un prelievo di sangue e sembra in grado di stabilire e monitorare  l’aggressività del tumore, permettendo così di selezionare i tumori clinicamente significativi.
Il tumore della prostata è attualmente la neoplasia più diffusa tra i soggetti di sesso maschile: nel 2012 sono attesi 36.000 nuovi casi. L’incidenza del carcinoma prostatico ha mostrato negli ultimi anni una crescita costante ed è atteso un moderato ma continuo aumento anche per i prossimi decenni: l’incidenza stimata nel 2020 è di oltre 43.000 casi, e nel 2030 si stima che ci saranno 50.000 nuovi casi. Sostiene Laura Conti che il PSA totale sia caratterizzato da una specificità ridotta per l’identificazione precoce del tumore prostatico e che, per questo motivo, sia necessario affiancare al PSA totale e al PSA libero il nuovo marcatore «[-2]pro PSA» e l’algoritmo «phi» per una diagnosi più accurata e precisa.
Questo nuovo test ha un costo contenuto rispetto alle biopsie, è più specifico e presenta quindi chiari vantaggi sia per la qualità di vita del paziente che, fattore non secondario in tempi di tagli e di crisi come questi, per la spesa pubblica. Il test, ora disponibile nei nostri Istituti, non è attualmente rimborsabile dal Servizio Sanitario Nazionale e per questa ragione è stata stabilita una tariffa minima come rimborso dei costi di esecuzione.