Calcoli renali, le bibite gassate aumentano il rischio

Selezionata da Pietro Cazzola

UrolitiasiNon basta bere molto per ridurre i rischi di calcoli renali: se si eccede con le bibite gassate, in particolare, l’effetto complessivo è assai meno positivo di quanto si tendeva a credere. Lo rivela uno studio pubblicato sul Clinical Journal of the American Society of Nephrology da un gruppo diretto da Pietro Manuel Ferraro, nefrologo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, e coordinato da Gary Curhan dell’Università di Harvard, che hanno studiato prospetticamente l’associazione tra il consumo di diversi tipi di bevande (con l’uso di questionari validati) e l’incidenza di calcoli renali in oltre 194.000 partecipanti a tre ampi studi di coorte. I 4.462 casi incidenti registrati nel corso del follow-up mediano di oltre 8 anni hanno mostrato che tra il gruppo con il maggior consumo di cola zuccherata il rischio di calcoli renali è del 23% superiore rispetto al gruppo con i consumi più modesti. La differenza è ancor maggiore – arriva al 33% – quando si confrontano i consumi massimi e minimi di bibite gassate e zuccherate non a base di cola. Un’altra bevanda il cui consumo abbondante è associato a un aumento significativo (18%) è il punch. D’altra parte un lungo elenco di bevande si è dimostrato protettivo per quanto riguarda i calcoli renali. In testa alla classifica figura il consumo di birra (41%) vino (oltre 30% di riduzione) caffè (che comporta una riduzione del rischio del 26% se con caffeina, del 16% se decaffeinato) succo d’arancia (12%) e tè (11%). «Sulla base dei risultati dello studio» conclude Ferraro «raccomandiamo a tutti un’assunzione limitata (non superiore a una lattina alla settimana) di bevande gassate zuccherate, in particolare a coloro che sono affetti da calcolosi o a rischio di sviluppare tale condizione».

CJASN Published online before print May 2013