Ospedale di Fermo: ecografo donato a Urologia

Selezionata da Pietro Cazzola

Fermo, 22 febbraio 2013 - Un reparto e una èquipe di eccellenza che meritavano una apparecchiatura di qualità. Per questo la Fondazione Carifermo ha deciso di investire una cifra importante, circa 60 mila euro, nell’acquisto di un sofisticato ecografo in dotazione dai giorni scorsi al reparto di Urologia e alla squadra del primario Andrea Galosi.
Una apparecchiatura, ha spiegato lo stesso primario, che consente la diagnosi precoce dei tumori della prostata, permette l’osservazione della malattia e le cure meno invasive. Uno strumento che può essere portato anche in sala operatoria e collegato ad un’altra strumentazione per biopsie sempre più precise e accurate. Un gioiello tecnologico lo ha definito Galosi che poche realtà hanno nelle Marche.
Il direttore dell’Area Vasta 4, Gianni Genga, ha parlato della riconoscenza del territorio per la Fondazione: "Questo reparto ha una storia importante e conosce oggi una vitalità impression-nante grazie all’apporto del dottor Galosi, da un anno e mezzo alla guida del reparto, e dei suoi collaboratori. Dunque siamo veramente grati alla Fondazione che in questi anni ha provveduto ad acquistare macchinari per diversi reparti, dalla ginecologia, alla cardiologia, passando per la pediatria. Per ogni donazione siamo in grado di offrire un report dell’utilizzo nei vari reparti e dimostriamo che c’è un’attività molto vivace e importante".
Il presidente della Fondazione Carifermo, Amedeo Grilli, ha parlato di un impegno costante, nel sostenere le realtà di eccellenza del territorio: "Questo ecografo servirà ad individuare nel dettaglio dove si trovano i tumori, allo stesso modo noi cerchiamo con oculatezza le realtà che possiamo sostenere, per fare del bene al Fermano e non solo".
Galosi ha spiegato che il tumore della prostata è il primo tumore per incidenza negli uomini, il secondo per mortalità, il nuovo apparecchio consente di ridurre al minimo gli errori: "Ci sono studi in corso sui trattamenti focali per l’intervento parziale sulla prostata, per operazioni meno invasive. Grazie a questa apparecchiatura possiamo aderire a studi nazionali sulla questione". I tecnici dell’Area Vasta, Paolo Brandimarti e Lisa Bitti, hanno anche avuto l’occasione di frequentare un momento di formazione per affrontare gli eventuali guasti del macchinario, per ridurre al minimo tempi di attesa in caso di problemi.

Angelica Malvatani