La prostata guarisce a Reggio Emilia

Selezionata da Pietro Cazzola

Guarire l'ingrossamento della prostata in totale sicurezza. E' possibile nel reparto di urologia dell’arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia diretta dal dottor Franco Bergamaschi. Greenlight laser, infatti, risolve definitivamente, in un solo giorno e in anestesia locale, l’ipertrofia prostatica benigna.  Oggi, l'ingrossamento della prostata è un disturbo che colpisce circa l’80 % degli italiani over 50.
L’unità urologica reggiana, già nota per l’uso di innovative tecniche chirurgiche mininvasive, si pone così tra i centri di eccellenza e di riferimento in Italia per la cura di questa patologia. Greeenlight si avvale di un nuovo laser "a raggio verde" che elimina il tessuto prostatico in eccesso.  "L’ipertrofia prostatica benigna - spiega Franco Bergamaschi, direttore della stuttura di Urologia - è la malattia più diffusa negli uomini over 50, tanto che nel nostro Paese è seconda dopo l’ipertensione arteriosa".
Il nuovo metodo, messo a punto negli Stati Uniti, sfrutta l’azione di un potente laser al triborato di litio che vaporizza con precisione millimetrica solo l’eccesso di tessuto prostatico, trasformandolo in bollicine di vapore. L’intervento mininvasivo si effettua per via endoscopica in anestesia spinale e in un solo giorno. La maggior parte dei pazienti torna a casa dopo una notte di ricovero e riprende le normali attività nel giro di 2 giorni .
Nel nostro Paese i centri che utilizzano questa tecnica sono al momento 15 con una casistica di oltre 1.000 interventi, con diversi vantaggi sia per i pazienti sia per il Servizio Sanitario.  "Ogni anno in Italia - continua Bergamaschi -  vengono effettuati oltre 40mila interventi di IPB, 15mila dei quali con tecniche invasive, ricovero di 3-5 giorni e occupazione di letti per 52 mila". Invece, con Greenlight con una sosta solo notturna, l'occupazione cala a 13mila giorni: 39 mila giornate-letto in meno. Ne conseguono riduzione dei tempi in lista di attesa, riduzione dei tempi di convalescenza, minore stress per il paziente e minori costi per il servizio sanitario nazionale.