Chirurghi Irccs S.Donato come piloti, simulatore allena urologi

Selezionata da Pietro Cazzola

Milano - Chirurghi come piloti all'Irccs Policlinico San Donato. Grazie a un nuovo simulatore laser computerizzato, il corso in patologia urologica attivo presso la struttura alle porte di Milano diventa una vera e propria 'palestra' per i giovani aspiranti urologi. Il corso, diretto da Luca Carmignani con il patrocinio della Società italiana di urologia e del suo segretario Vincenzo Mirone, è attivo in questi giorni presso l'ospedale di San Donato che afferisce alla Scuola di specialità in urologia dell'università degli Studi di Milano, diretta da Augusto Maggioni. E per la prima volta - sottolineano dall'Irccs - il corso può contare su un innovativo simulatore laser computerizzato che riproduce fedelmente gesti, procedure e inconvenienti della sala operatoria.
In aeronautica - ricorda l'ospedale - un pilota ha l'obbligo di eseguire molte esercitazioni sui simulatori di volo prima di poter pilotare un aereo, e questo gli permette di raggiungere sicurezza e padronanza delle manovre utili. Ma in chirurgia fino ad oggi non era possibile un 'addestramento' simile: gli strumenti a disposizione non erano in grado di riprodurre con sufficiente realismo la complessità di un intervento chirurgico. Nella parte pratica del corso - incentrato sull'ipertrofia prostatica, la patologia benigna maschile più diffusa nel mondo - il simulatore ricrea virtualmente l'ambiente dell'uretra prostatica. Partendo dal livello di principiante, man mano viene incrementata la difficoltà della simulazione. Infine è previsto un esame finale, che consiste in una completa simulazione d'intervento nella quale lo strumento segnalerà l'appropriatezza e la riuscita della procedura.
"Un costante impegno nel training 'in diretta', tramite simulatore o su manichini - afferma il professor Carmignani, responsabile dell'Unità di urologia all'Irccs San Donato - permette un più agevole completamento delle famose 'curve d'apprendimento', ovvero del numero di procedure necessarie per poter acquisire sicurezza nel gesto chirurgico, e questo indipendentemente dal tipo e dal numero di interventi a cui il giovane medico ha accesso nel corso della Scuola di specialità. Insieme alla realtà virtuale rimane comunque essenziale un contesto di discussione e di analisi degli errori".

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