Filler di acido ialuronico contro l’eiaculazione precoce ?

Selezionata da Pietro Cazzola

EiaculazioneBuone notizie per le tante persone, in Italia il 30 per cento degli uomini, che soffrono di eiaculazione precoce. La soluzione potrebbe essere “un filler a base di acido jaluronico, una sostanza impiegata per lo più in medicina estetica, iniettato nel glande per aumentare i tempi di eiaculazione in soggetti affetti da precocità”. Secondo Alessandro Littara, andrologo fondatore e direttore del Centro di medicina sessuale di Milano, grazie al filler “il rapporto sessuale dura 4 volte di più”.

Lo studio, pubblicato sulla rivista ‘International Journal of Impotence Research, dice Littara, “è stato effettuato con la collaborazione di centri universitari quali il dipartimento di Chirurgia generale e specialità chirurgiche dell’Università di Modena e Reggio Emilia e l’Institute for Membrane and Systems Biology, University of Leeds”.
Come spiega l’andrologo lo studio “ha visto interessati 110 pazienti tra i 25 e i 42 anni, tutti con partner fissa da almeno un anno e con eiaculazione entro un minuto dall’inizio del rapporto. Sono stati valutati a 6 mesi dalla procedura: i risultati hanno dimostrato una percentuale di soddisfazione maschile dell’83% e di oltre il 70% nelle partner, un significativo incremento della durata del rapporto in assenza di complicazioni o eventi collaterali, e un evidente aumento del volume del glande, stimato in circa il 15%. Evidenziato inoltre un aumento medio dei tempi del rapporto di circa 4 volte rispetto a prima della procedura.
La durata del filler è stimata attorno a un anno, ma in molti casi l’effetto era presente anche a distanza di 18 mesi. In sintesi, abbiamo dimostrato come la procedura del filler del glande possa essere considerata efficace e priva di effetti collaterali, in un campo che riguarda un numero veramente alto di uomini, e che di riflesso coinvolge pesantemente il rapporto di coppia, e nel quale le terapie scarseggiano o non sono frequentemente accettate con favore , come l’assunzione di farmaci a vita o numerose sedute di psicoterapia”.