Disturbi minzionali e nuove terapie

Selezionata da Pietro Cazzola

Disturbi minzionaliI disturbi della minzione dell’uomo e della donna sono molto diffusi e si accompagnano spesso a problemi sessuali. Quattro milioni di maschi italiani di mezza età lamentano difficoltà ad iniziare la minzione, bisogno di urinare spesso, anche la notte, per il residuo di urina dopo ogni minzione, causato dall’ingrossamento della prostata. Con la stessa incidenza questi disturbi sono stati associati alla disfunzione erettile in quanto riconoscono una causa comune: riduzione della funzione muscolare che fa arrivare il sangue al pene e favorisce l’eliminazione dell’urina. Per la prima volta, al congresso degli urologi europei, svoltosi recentemente a Milano, è stata presentata l’efficacia del trattamento combinato di tadalafil, farmaco utilizzato per la disfunzione erettile, con finasteride negli uomini che presentano disturbi della minzione da iperplasia prostatica benigna.

I soggetti trattati per 6 mesi con la terapia combinata di tadalafil 5 mg e finasteride 5 mg, hanno mostrato un significativo miglioramento dei disturbi minzionali rispetto alla finasteride e placebo, sin dalla quarta settimana e per tutta la durata della terapia (26 settimane). Naturalmente a questi vantaggi si sono aggiunti anche quelli sessuali per l’azione diretta del tadalafil. Anche la vescica iperattiva è caratterizzata dall’aumento delle frequenza minzionale, dall’impellente bisogno di urinare, con episodi di incontinenza, che in Italia interessa dai 2 ai 3 milioni di persone, soprattutto giovani donne. Spesso, a causa di un sentimento di inadeguatezza fisica, questi disturbi abbattono il desiderio e l’attività sessuale, portando al rifiuto del rapporto nel 45% dei casi. Contrastare questi fastidi significa ritrovare anche una normalità nella vita di coppia. Per la cura della vescica iperattiva la novità congressuale è stata rivolta al Botulino e al mirabegron, farmaco di nuova generazione.

Il Botulino, trattamento anti-rughe per eccellenza, ha ricevuto l’ok da parte dell’FDA per trattare i disturbi della vescica solo dal gennaio 2013. Attraverso l’analisi di numerosi studi, l’efficacia del botulino è risultata superiore al 75%. Questa tossina agisce diminuendo le contrazioni della vescica mediante la paralisi delle fibre muscolari mentre il trattamento, che avviene mediante cistoscopia, deve essere ripetuto in media ogni sei mesi. Per questo rappresenta una seconda scelta, preceduta da terapie meno invasive e quindi da farmaci: a quelli attualmente in commercio (ossibutinina, trospio, tolterodina, solifenacina e propiverina) bisognerà aggiungere però anche il mirabegron, agonista del beta-3-adrenocettore, in fase di approvazione e di cui è stata dimostrata l’efficacia nel rilassare la vescica con riduzione significativa del numero delle minzioni giornaliere e degli effetti collaterali: secchezza delle bocca e irregolarità intestinali.

Prof. Aldo Franco De Rose
Specialista Urologo e Andrologo Genova - Roma