Cuore a rischio per chi soffre di disfunzione erettile

Selezionata da Pietro Cazzola

I medici avvertono che sperimentare problemi d’impotenza, o disfunzione erettile, può essere un primo segnale di fattori di rischio che, se non controllato, può portare a malattie cardiache e morte per attacco di cuore
I maschi di età compresa tra i 30 e i 60 anni, oggetto di uno studio Usa sulla relazione tra la disfunzione erettile e le malattie cardiache, pare siano a rischio cuore. Sono diversi infatti i casi segnalati di morti per arresto cardiaco o attacco di cuore in genere, in persone che soffrivano di problemi d’impotenza fisiologica e non sapevano di avere problemi cardiovascolari.
La disfunzione erettile diviene dunque non solo un problema sessuale, ma un vero e proprio segnale d’allarme per possibili fattori di rischio che, se non tenuta sotto controllo, può portare a malattie cardiache, sostengono i medici della Cleveland Clinic.
«La probabilità di avere una malattia di cuore a un certo punto nella vita – spiega nel comunicato Cleveland il dottor Mehdi Shishehbor – è da due a tre volte più alto in coloro che hanno l’ED [la disfunzione erettile], rispetto a coloro che non ne soffrono».
Ecco pertanto che la questione diventa ambivalente. Da un lato, soffrire di disfunzione erettile può sintomo che qualcosa non va a livello dell’apparato cardiovascolare; dall’altro, la domanda è se sia la stessa ED a causare problemi cardiovascolari.
Domanda a cui risponde il cardiologo: «Le arterie del pene – sottolinea  Shishehbor  – sono molto più piccole delle arterie che forniscono sangue al cuore, al cervello o gli arti inferiori, e quindi si bloccheranno più velocemente. La disfunzione erettile spesso appare come sintomo anni prima dell’attacco di cuore. L’altra ragione è che il pene è più sensibile ai primi cambiamenti associati con un aumentato rischio di malattie cardiache, come l’infiammazione e lo stress ossidativo».
Secondo il cardiologo la disfunzione erettile sarebbe dunque una conseguenza di un problema alle arterie che coinvolge l’apparato più di quanto possa apparire.
Una patologia che interessi le coronarie, le arterie che portano nutrimento al cuore, si contraddistingue da un restringimento e indurimento delle stesse. Questo causa un ridotto afflusso di sangue che può portare da un “semplice” dolore a un attacco cardiaco vero e proprio.
«Lo stesso processo può accadere nel bacino – fa notare il dottor Shishehbor – I fattori di rischio che si applicano alla malattia coronarica sono gli stessi fattori di rischio che si applicano ai blocchi nel pene».
«Nel corso degli anni – aggiunge il cardiologo – si formano dei blocchi che impediscono al sangue di arrivare al pene e, al fine di ottenere l’erezione, abbiamo bisogno del flusso di sangue al pene. Se con l’avanzare dell’età non ci si prende cura dei fattori di rischio, se si fuma, si mangia male, non si tiene sotto controllo la pressione sanguigna, queste cose possono portare allo stesso processo che porta ai blocchi nel cuore e può causare blocchi nel pene».
Cuore e pene sono quindi più legati di quello che si crede. Attenzione perciò all’uno e all’altro.