Studio Ieo, con super risonanza prostata meno effetti collaterali

Selezionata da Pietro Cazzola

ProstataSi chiama risonanza magnetica 'multiparametrica' e secondo uno studio dell'Ieo (Istituto europeo di oncologia) di Milano, che ne ha valutato il ruolo nella diagnosi e nella cura del tumore alla prostata, questa tecnica speciale può diminuire i più temuti effetti collaterali del trattamento anticancro - impotenza e incontinenza - a parità di efficacia oncologica. La ricerca, sostenuta dall'industriale di Bergamo Giuseppe Mazza e condotta su 278 pazienti con tumore prostatico in due anni, è stata pubblicata su 'Radiology'. Mazza con altri due imprenditori bresciani, Felice Berna e Massimo Bossini, ospiterà la presentazione dei risultati domani a Castelli di Calepio (Bergamo).
L'Ieo, spiega Massimo Bellomi, direttore della Divisione di radiologia, "è uno dei tre centri al mondo e l'unico in Italia ad applicare le tecniche d'avanguardia di risonanza magnetica alla diagnosi e alla cura dei tumori. Un esempio è la 'Diffusion Whole Body', esame che è in grado di individuare lesioni di soli 3 millimetri in ogni parte del corpo e che siamo convinti diventerà il gold standard in oncologia, perché permette di raggiungere livelli di accuratezza straordinari senza usare né raggi né mezzi di contrasto". 
L'ultima innovazione, continua lo specialista, "riguarda il tumore della prostata: abbiamo perfezionato una tecnica speciale di risonanza magnetica, chiamata multiparametrica, che permette di localizzare con estrema precisione i tumori iniziali all'interno della ghiandola prostatica. Con vantaggi sia per la stadiazione (sapere il tipo di tumore e la sua aggressività) sia per il trattamento: fine delle biopsie multiple che prelevano casualmente campioni di cellule, e una chirurgia più mirata ed efficace".
I pazienti arruolati nello studio sono stati divisi in "due gruppi - spiega Giuseppe Petralia, assistente senior della Divisione di radiologia Ieo e primo autore della ricerca - 134 sono stati operati con robot sotto la guida di una precedente risonanza multiparametrica, gli altri sono stati sottoposti all'intervento senza eseguire preventivamente l'esame. La combinazione di risonanza multiparametrica ed esame istologico intraoperatorio nel primo gruppo ha permesso una maggiore radicalità oncologica (meno margini 'positivi', cioè intaccati dalla malattia) e minori effetti collaterali. Lo studio apre nuove prospettive nella cura del tumore prostatico".
La prostatectomia radicale robotica, riflette Ottavio De Cobelli, direttore della Divisione di urologia Ieo, "nel 2013 negli Usa è stata utilizzata nell'80% dei casi. Il braccio robotico facilita l'approccio chirurgico 'nerve sparing', la conservazione dei fasci di nervi coinvolti nella funzione erettile. Ma il dilemma del chirurgo robotico fino a ieri era trovare il punto di equilibrio fra la quantità di tessuto intorno al tumore (i cosiddetti 'margini') da rimuovere per sicurezza, e la quantità di fascio neurovascolare da conservare per evitare impotenza e incontinenza. Con la guida della risonanza magnetica multiparametrica il problema si risolve perché, conoscendo l'esatta posizione del tumore nella ghiandola, è possibile prelevare campioni di tessuto ai margini del tumore, mandarli all'esame istologico intraoperatorio, e decidere in base al risultato se procedere con la loro rimozione oppure no". 
All'Ieo radiologi e urologi stanno anche valutando la possibilità di associare alla risonanza magnetica multiparametrica l'apparecchio 'DynaTRIM' che, guidato dalla Rm, permette di eseguire una biopsia accurata e mirata della lesione prostatica e potrebbe in futuro evitare l'esecuzione della biopsia alla prostata a multipli prelievi, tecnica che attualmente avviene sotto guida ecografica.