Tecnica italiana individua tumori del testicolo di pochi millimetri

Selezionata da Pietro Cazzola

TesticoloUn’ecografia con mezzo di contrasto ha permesso l’identificazione di tumori e lesioni testicolari non palpabili, di pochi millimetri. La segnalazione viene da un gruppo di ricercatori italiani dell’università di Roma Sapienza, il cui lavoro è stato pubblicato sulla rivista Radiology. Andrea Lenzi, coordinatore dello studio, ha spiegato: «Il nostro è il primo lavoro ad applicare l’ecografia con mezzo di contrasto nella diagnosi differenziale delle lesioni testicolari. La diagnosi precoce resta lo strumento più valido per la lotta ai tumori testicolari che sono relativamente rari, rappresentando circa l’1-1,5% di tutti i tumori maschili, ma sono invece divenuti la neoplasia maligna più frequente negli uomini giovani fra i 15 e i 40 anni». Lenzi segnala anche come dagli anni sessanta sia stato registrato un aumento del 50% della frequenza di tumore testicolare. Il gruppo di ricercatori italiani ha valutato l’accuratezza diagnostica della tecnica ecografica senza e con mezzo di contrasto nella diagnosi differenziale di lesioni testicolari piccole non palpabili. Sono stati così trovati, in 115 pazienti, 44 tumori maligni (38%), 42 tumori benigni (37%) e 29 lesioni non neoplastiche (25%). Tutte le lesioni erano pari o inferiori a 1,5 cm. «I tumori testicolari benigni sono spesso riscontri incidentali. L’ecografia testicolare quantitativa con mezzo di contrasto è uno strumento diagnostico non invasivo che potrebbe migliorare la diagnosi differenziale e la gestione individualizzata di piccole lesioni testicolari» dicono i ricercatori. «La nostra casistica dimostra che la diagnosi precoce permette di individuare lesioni anche molto piccole, impossibili da scoprire con la palpazione, ma anche che si può stabilire se tali lesioni sono maligne o no. Questo ci consente di indirizzare il paziente verso una chirurgia conservativa senza eliminare il testicolo con grande beneficio per il paziente, sia in termini psicologici che di preservazione della fertilità» conclude Lenzi.

Radiology. 2014 Jun 26:132718. doi: http://dx.doi.org/10.1148/radiol.14132718