Ritocchino per caviglie e ginocchia: l'ultimo trend estetico

Selezionata da Pietro Cazzola

GambeIl cruccio delle italiane non è più il lato b, ma le gambe, con caviglie e ginocchia in pole position che, complici strategici outfit "coprenti", le rappresentanti del gentil sesso fanno di tutto per nascondere. Lunghi e svolazzanti caftani, gonne gipsy multicolor e boots anche quando il termometro sale e... via, lontano dagli occhi lontano dal cuore. Ma la preoccupazione resta, almeno da quanto emerge da un recente ricerca dall’Associazione Donne e Qualità della Vita su un campione di 1.000 donne di età compresa tra 25 e 50 anni che ha dichiarato di avere un feeling non proprio perfetto con le proprie gambe.
Secondo lo studio, gambe e ginocchia sarebbero la principale causa di preoccupazione per le donne per addirittura 1 italiana su 2 (54%), che sta vivendo questi ultimi giorni di ferie con un’ansia maggiore del solito tanto da arrivare a modificare le proprie abitudini. Ben il 34% delle intervistate ha ammesso, infatti, di indossare copricostumi lunghi per mascherare al meglio il rilassamento della cute intorno alle ginocchia, dovuto soprattutto all’avanzare dell’età e quindi al naturale cedimento dei tessuti, oppure a una gravidanza o una dieta per le quali si è verificata una repentina perdita di peso e un conseguente svuotamento della pelle estremamente antiestetico. Se il 27% preferisce poi recarsi in spiaggia in orari generalmente frequentati dalle famiglie con bambini e anziani, per non sentire imbarazzo vedendo altre donne più toniche in “quei” punti, l’11% evita di svolgere attività sportiva sulla spiaggia perché muovendosi metterebbe in risalto la pelle troppo “rilassata”.

Che fare?
«Non ci sono grandissime alternative o novità: il ginocchio è un’area abbastanza difficile da trattare, in ogni caso dipende dal tipo di problema che affrontiamo», commenta il Dott. Renato Calabria, chirurgo plastico, che opera a Beverly Hills, Milano e Roma e docente presso il Department of Plastic Surgery at the University of Southern California. «Se le ginocchia risultano non ben definite a causa di accumuli di grasso, si può, tramite una liposcultura con microtransfer, ottenere molta più definizione e dare un look più atletico, che si può applicare anche per i polpacci e le caviglie e si ottengono risultati soddisfacenti, anche in persone di una certa età, perché è una zona in cui la pelle ha la tendenza a essere abbastanza elastica. Discorso opposto invece è quando con l’età il ginocchio si svuota e c’è una pelle in eccesso, che al contrario colpisce persone molto attive e che non hanno l’accumulo di grasso sulle gambe e sulle ginocchia. In questo caso è più difficile intervenire, perché la chirurgia di per sé non dà delle soluzioni soddisfacenti. Si può realizzare un minilifting attraverso una piccola incisione sopra il ginocchio a forma di virgola, di parentesi, in modo da asportare l’eccesso di pelle, come si fa per il gomito, ma il problema è rendere la cicatrice il più invisibile possibile», sottolinea l'esperto.

C'è rilassamento e... rilassamento
La scelta della tecnica chirurgica con cui operare alle ginocchia si basa prima di tutto «sul tipo di rilassamento: se il paziente ad esempio ha perso parecchio peso e ha un rilassamento molto marcato, alcune soluzioni chirurgiche sono più offribili rispetto a una persona che ha un minimo rilassamento cutaneo, per la quale le alternative sono quelle meno invasive come il thermage, una radiofrequenza che consente risultati accettabili, però non drastici, essendo un trattamento non invasivo. È necessario più di un trattamento e i risultati si vedono nel tempo, dopo circa 3/4 mesi, perché dovuti al riscaldamento delle fibre di collagene sotto la pelle con onde che appunto rassodano il tessuto cutaneo», continua Calabria. Altro tasto dolente per le italiane sono le caviglie. Quelle di Gisele Bündchen sono le più belle; eleganti, quelle di Elle MacPherson; aggraziate, quelle di Scarlett Johansson: per avere caviglie sottili e forti come le belle del jet set, pare che le donne siano disposte a tutto. Oltre a linfodrenaggi e massaggi localizzati, è possibile intervenire con gli stessi trattamenti chirurgici eseguibili sul ginocchio, con risultati sicuramente visibili. In questo caso, però, il problema è più di carattere genetico, con soggetti che presentano dei cuscinetti di grasso localizzato già in età giovanile. In ogni caso, prima di intervenire chirurgicamente è consigliabile eseguire un ecocolordoppler, un esame non invasivo che consente all'angiologo di escludere una patologia venosa con sintomi simili.

Quali sono gli altri difetti più temuti?
Dopo le gambe c'è il seno, che preoccupa il 20% delle donne, in quanto molte, soprattutto a seguito dell’allattamento, lo sognerebbero più sodo, altre invece comprerebbero costumi imbottiti tentando di camuffare la temuta taglia “zero”. Si aggiudicano il terzo posto delle imperfezioni più “odiate” la pancia gonfia e il girovita, dove si formano le famigerate maniglie dell’amore (14%) mentre le braccia “flaccide” o poco toniche preoccupano un buon 7% delle intervistate.

Un settore che non va in crisi
Benché la crisi economica sia imperante, staccare un assegno per un intervento di chirurgia estetica pare sia normale amministrazione. Stando ai dati dell'Associazione italiana di chirurgia plastica estetica, infatti, il ricorso alla medicina estetica, che già nel 2011 aveva registrato una crescita del 7-9%, nel 2012 è aumentato del 10-12%. Ma quanto costa diventare più belli? Non poco. Un intervento al seno (mastoplastica o mastopessi) va dai 6 ai 9mila Euro, una blefaroplastica (ricostruzione della palpebra), 2-3mila, l'inserimento di protesi al glutei 8-12mila. I costi dipendono dalla... geografia: più cari al nord, meno al sud. Per risparmiare, poi, molte donne raggiungono i Paesi dell'Est o si recano in Tunisia, Brasile, Argentina, Indonesia dove i costi si abbattono notevolmente. Viaggi che permettono (quasi) a tutti di comprarsi un paio di labbra-canotto o un florido décolleté. Ma, fin troppo spesso, pagando un prezzo altissimo in termini di salute.

Lauretta Belardelli