Entra dal naso e non lascia cicatrici. Arriva la microchirurgia invisibile

Selezionata da Pietro Cazzola

NasoMilano, 26 Marzo 2013 - Interventi invisibili. Sì, nelle sale operatorie dei centri specializzati in chirurgia del complesso naso-cranio, il futuro è già cominciato. Le nuove tecnologie permettono, infatti, di impiegare le fosse nasali come porta naturale d'ingresso per trattamenti chirurgici endoscopici all'interno del cranio. Interventi che non lasciano più le devastanti cicatrici di un tempo e che prevedono ricoveri brevi e decorsi post-operatori rapidissimi.
«La chirurgia endonasale - spiega il professor Paolo Castelnuovo, direttore della Clinica Otorinolaringoiatrica all'Università dell'Insubria-Varese e direttore del congresso biennale 'International Milano Masterclass' -, divenuta gold standard e applicata nell'80% dei casi delle patologie infiammatorie, ha portato a una netta riduzione dei tempi di ricovero, con la possibilità di eseguire interventi in day hospital con anestesia locale e in day surgery. Per quanto riguarda la patologia neoplastica, ha permesso inoltre (in casi selezionati) di ottenere l'eradicazione della malattia in percentuali fino all'80%». Evitare la craniectomia ha ridotto i traumatismi, le complicanze perioperatorie e migliorato la sopravvivenza.
Le apparecchiature endoscopiche sono diventate ad alta definizione (HD) e con possibilità di visione tridimensionale (3D). E l'introduzione di nuovi strumenti, come i trapani angolati, permette di asportare strutture "nascoste" senza abbattere ciò che sta davanti. Si può, per esempio, lavorare all'interno dei seni paranasali conservando le strutture portanti del naso e del massiccio facciale. Inoltre, gli aspiratori a ultrasuoni sono in grado di risucchiare sia i tessuti neoplastici, sia l'osso, ma senza 'scaldare', dunque con una netta riduzione del danno termico alle strutture circostanti. Infine, il laser a contatto permette di sezionare anche i tessuti più "profondi".
«Mininvasività è la parola chiave anche per curare le disfunzioni respiratorie, per la rinoplastica e la ricostruzione dello scheletro nasale - dice Pietro Palma, codirettore del Congresso e presidente dell'European Academy of Facial Plastic Surgery -. Gli interventi per rimodellare la punta del naso hanno alle spalle uno studio preparatorio estremamente sofisticato dell'anatomia e dell'estetica tale da permettere una valutazione millimetrica dei vari step della procedura. Oggi puntiamo a risultati più 'morbidi', con contorni meno squadrati che non alterino le strutture di supporto naturali». «Le procedure cosmetiche moderne - dichiara Daniel Becker, professore di chirurgia plastica facciale presso la University of Pennsylvania - consentono risultati estetici naturali che si armonizzano con le fattezze del viso del paziente, migliorandone la bellezza complessiva».

Maurizio Maria Fossati