Non c’è crisi per la rinoplastica

selezionata da Pietro Cazzola

NasoMilano - Il naso rimane l’intervento più frequente tra quelli che si fanno sul viso, e non conosce crisi, nonostante negli ultimi due anni siano calate le richieste di tanti altri tipi di interventi di chirurgia plastica. Spesso si correggono anche aspetti funzionali, ma la richiesta estetica più frequente non è quella di avere il naso alla francese, ormai fuori moda, ma uno più naturale, `morbido´ e diritto. È quanto è emerso oggi a Milano all’International Biennal Masterclass, dove sono riuniti i principali esperti del settore. «La chirurgia del naso - rileva Pietro Palma, presidente dell’European Academy of Facial Plastic Surgery - rappresenta una nicchia all’interno degli interventi di chirurgia plastica del viso». Una nicchia che non conosce crisi, per due motivi: il primo è che «quando si interviene sul naso si ha un effetto psicologico e di cambiamento sul viso - continua Palma - molto maggiore di quello che si ottiene con altri interventi sulla faccia. E il secondo motivo è che in 7 casi su 10 si interviene chirurgicamente anche su un aspetto funzionale di questo organo. Quindi quello al naso rimane un intervento molto più frequente di altri sul viso».

Oltre alla rinoplastica, va benissimo anche l’uso di botulino e filler per riempire i solchi attorno al naso, il cui uso è aumentato del 250% negli ultimi 5 anni. Si tratta di applicazioni che hanno una durata di 6-12 mesi, che permettono di volumizzare quelle parti che con il tempo hanno perso volume, come la piega naso-guancia, la zona laterale all’esterno dell’occhio, la coda o l’inizio del sopracciglio. La tendenza comune comunque, sia con la rinoplastica che con i filler, è quella però non più di stirare, ma di `riempire´ e ammorbidire, per ottenere risultati più naturali. Ecco perché ormai il naso alla francese, come quello di Juliette Greco, fino a pochi anni fa usato come riferimento, non piace più, troppo piccolo, scavato e appuntito. Adesso le richieste più frequenti, con picchi fino all’80%, sono di un naso con profilo diritto, morbido o `aristocratico´ alla Kate Middleton . Tutto questo con tecniche chirurgiche sempre più mini-invasive, incisioni limitate, microinnesti di cartilagine per ricreare un gioco di luci e ombre che rende la punta attraente, e minori tempi di recupero.
Negli altri continenti invece i gusti sono totalmente diversi. «I nostri colleghi di Corea, Thailandia e Hong Kong - conclude Palma - ci riferiscono che da loro l’80% delle richieste di rinoplastica è per un naso più grande, con il dorso alto e piatto alla base, sul modello caucasico». Quello insomma che noi cerchiamo di modificare. In Sudamerica e Medio Oriente invece le richieste sono ancora per nasi `alla francese´, come andavano da noi 20 anni fa.