Chirurgia ricostruttiva 'modello Jolie', IEO Milano fa scuola

Selezionata da Pietro Cazzola

MammellaMilano capitale della chirurgia oncologica ricostruttiva, al centro delle cronache grazie al coming out dell'attrice Angelina Jolie che si è sottoposta mastectomia profilattica dopo avere scoperto di essere ad alto rischio genetico di cancro al seno. Da oggi al 19 giugno, 250 chirurghi provenienti da 40 Paesi si riuniranno all'Istituto europeo di oncologia diretto da Umberto Veronesi per un corso formativo internazionale sulle nuove frontiere della ricostruzione post-asportazione. Il meeting è presieduto da Mario Rietjens, direttore della Divisione di Chirurgia ricostruttiva dello Ieo. L'esperto sottolinea in particolare i vantaggi della ricostruzione che utilizza le staminali prelevate dal grasso della stessa paziente: il cosiddetto lipofilling, che "in Ieo stiamo applicando molto intensamente, fino a 25 casi la settimana".
"La chirurgia ricostruttiva è un elemento fondamentale nella gestione globale della paziente con tumore del seno - sottolinea Rietjens - e, come ha evidenziato il caso Jolie, anche nella gestione del rischio di ammalarsi. Il grande merito dell'outing dell'attrice è di aver fatto sapere all'intero mondo femminile che esiste un test predittivo (l'ormai noto esame del Dna per la ricerca dell'eventuale gene mutato Brca1 e Brca2) per le donne che hanno una familiarità, che si effettua con un semplice prelievo del sangue. In Italia, se regolarmente prescritto, il test è rimborsato dal Servizio sanitario nazionale. La predisposizione genetica riguarda solo una percentuale fra il 5 e il 10% della popolazione femminile, ma è un gruppo che non riusciamo ad intercettare perché troppe poche donne conoscono l'esistenza e la disponibilità del test".
"Per una donna che ha deciso per la mastectomia - continua Rietjens - la chirurgia ricostruttiva può offrire oggi molte rassicurazioni circa il risultato estetico, con la conservazione del capezzolo, la durata e la qualità delle protesi, e la sicurezza dei controlli oncologi che si possono ridurre al minimo: una ecografia all'anno".
"Va ribadito però - tiene a puntualizzare Rietjens - che la mastectomia profilattica è un intervento complesso e che dunque le condizioni ottimali sono garantite solo nei centri oncologici specializzati, dove c'è una buona chirurgia demolitiva insieme ad una buona chirurgia ricostruttiva. Per questo lo Ieo si impegna in un'ampia attività didattica internazionale, con l'obiettivo di condividere con il maggior numero di chirurghi il know-how e l'esperienza del nostro ospedale, che vanta la casistica più ampia nel tumore del seno, e di offrire al maggior numero di donne nel mondo la possibilità di affrontare la malattia, o il rischio di malattia, con maggiore serenità".
"Se anche per la mastectomia, sia profilattica che terapeutica, oggi è possibile mantenere il senso di integrità corporea - continua l'esperto - per gli interventi più conservativi i risultati della ricostruzione sono ancora più straordinari. In Ieo stiamo applicando molto intensamente, fino a 25 casi la settimana, la tecnica del lipofilling, vale a dire il trapianto di tessuto grasso da una zona del corpo della paziente al seno da ricostruire. In un numero sempre maggiore di casi il tessuto biologico, grazie alla presenza delle cellule staminali, rende superfluo l'inserimento di una protesi e la donna si ritrova con il proprio seno, come prima dell'intervento".In chiusura del corso, mercoledì mattina, i chirurghi parteciperanno a un intervento live interamente in 3D.