Chirurgia estetica, 1/3 dei viaggi low-cost ha esiti negativi

Selezionata da Pietro Cazzola

Chirurgia plasticaUn terzo degli interventi di chirurgia estetica effettuati all'estero in strutture non riconosciute ha esiti negativi, con risultati diversi dalle attese e in alcuni casi con implicazioni gravi per la salute.
Lo segnala Pierluigi Amata, direttore del centro di chirurgia plastica e medicina estetica Bioscultura di Roma in una nota stampa. "Il 35% dei miei pazienti si rivolge a me affinché io ponga rimedio ai danni di un intervento di chirurgia estetica avvenuto all'estero. Quello che sembrava un risparmio si è tramutato in un danno sia fisico che economico e il fenomeno è in crescita" afferma lo specialista.
"Spesso questi esiti dannosi sono causati dalla mancanza di controllo sulla qualità degli interventi, a fronte di un prezzo molto basso e attraente per chi coltiva il sogno di raggiungere la perfezione attraverso una rinoplastica, una mastoplastica o un lifting totale. I danni sono connessi essenzialmente alla mancanza di garanzie sui prodotti utilizzati, come i materiali iniettabili o le protesi stesse. I pazienti che incappano in queste disavventure spesso subiscono le conseguenze di un decorso post operatorio che va dai sei mesi ad un anno e la necessità di interventi chirurgici riparatori", conclude Amata.