Botox: i falsi miti

Selezionata da Pietro Cazzola

BotoxC'è ancora diffidenza verso la tossina che spiana le rughe. La prima associazione di medici chirurghi esperti in Italia (A.I.T.E.B, Associazione Italiana Terapia Estetica Botulino) risponde a dubbi e pregiudizi.
La ricerca della parola "botulino" in internet dà 143.000 risultati che diventano quasi 4 milioni per la definizione in inglese "botulinum toxin", e se dagli articoli per il grande pubblico passiamo alle pubblicazioni scientifiche accettate dalla comunità medica internazionale, si arriva a quasi 9000 lavori.
"Se la tossina botulinica è uno dei temi caldi del web, tuttavia quando si dice "botox" spesso si pensa ai volti di star gonfiati a dismisura con sostanze che con il botulino non c'entrano" spiega il professor Giuseppe Sito dell' A.I.T.E.B., la prima Associazione Italiana Terapia Estetica Botulino fondata in febbraio da 10 tra i più autorevoli medici chirurghi operanti in campo estetico. Obiettivo dell'associazione, che oggi conta già 70 iscritti, è diventare un punto di riferimento per i pazienti, i media e le autorità sanitarie interessate a questi temi. Tra informazione e pregiudizio: quali i principali miti da sfatare?

Espressione rilassata e non volti rigidi
Un comune pregiudizio è che la tossina botulinica induce una espressione rigida e ferma. In realtà l’uso professionale della sostanza conferisce al volto un aspetto naturale, rilassato e non rigido. Il risultato estetico ottimale dipende sempre dalla tecnica e dal dosaggio impiegati. Da questo punto di vista, il medico esperto offre maggiori garanzie sul piano dei risultati. L’elasticità e la tonicità della pelle non vengono in alcun modo alterate mantenendo la loro funzionalità fisiologica.

Farmaco sicuro e non veleno
Esistono 3 formulazioni a base di tossina botulinica per uso estetico autorizzate dall’Agenzia Italiana del Farmaco. Ogni altra formulazione non è legale nel nostro paese. Troppo spesso considerata un veleno, la tossina botulinica è un farmaco sicuro ed efficace usato a dosi corrette e se impiegata da medici esperti causa ben pochi effetti collaterali. Per avvelenare una persona con questo farmaco, si dovrebbero utilizzarne più di 60 fiale. Occorrerebbe, in altre parole, farlo apposta. Dobbiamo sempre ricordare che vale anche qui la regola di Paracelso datata 1538: "tutti i farmaci sono veleno, solo la dose fa in modo che non lo siano". La sicurezza e l'efficacia sono garantite e provate dalla ricerca medica e dall’esperienza clinica fin dal 1989. Da allora la sostanza è diventata un trattamento di prima scelta dei disordini neurologici motori, come la distonia cervicale.

Rilassamento e non paralisi
Molti pensano che il trattamento dia una paralisi permanente. Prima di tutto non è corretto parlare per la terapia con tossina botulinica di "paralisi", ma piuttosto di rilassamento del muscolo. Secondariamente il farmaco interferisce per un periodo solo limitato il rilascio delle sostanze mediatrici dell’impulso motorio tra nervo e muscolo. La fibra nervosa riprende la sua totale funzione senza essere minimamente danneggiata tra 4 e 6 mesi dopo il trattamento. L’effetto di distensione sulla pelle, e dunque delle rughe, dura mediamente questo periodo, oltre il quale è necessario ripetere le iniezioni, sempre che si vogliano mantenere i risultati.

Il muscolo nel quale è stata iniettata la tossina botulinica si atrofizza e non funziona più
I muscoli trattati con il farmaco si riprendono sempre e se si vuole mantenere il risultato il trattamento deve essere ripetuto nel tempo. Questa certezza deriva sia dall’esperienza dei trattamenti medici con botulino per le distonie muscolari, sia dall’esperienza estetica. Si può invece osservare in campo estetico un allungamento dell’effetto del singolo trattamento dopo un certo numero di sedute. Quando però queste vengono interrotte, i muscoli mimici tornano a funzionare come prima.

Esiste la possibilità che la tossina migri in organi distanti dall’area trattata, giungendo fino al cervello?
Tale eventualità è stata sollevata da uno studio condotto dal Dott. Matteo Caleo dell’Istituto di Neuroscienze del CNR di Pisa e pubblicato sul Journal of Neuroscience nel 2008. La ricerca condotta su ratti ha effettivamente dimostrato che la tossina botulinica risale lungo i neuroni dal sito di iniezione fino al cervello ma tale esperimento non è mimimante comparabile con l’uso estetico o terapeutico della tossina botulinica per svariati motivi. Infatti, i dosaggi utilizzati per l’indagine sui ratti erano estremamente elevati rispetto all’utilizzo in medicina e in estetica (mediamente 2.500 volte superiore), i ratti e gli umani non possono essere comparabili poiché molto diversi dal punto di vista fisiologico e infine le iniezioni di tossina botulinica sui ratti sono state effettuate alla base del muscolo olfattivo le cui fibre nervose sono in diretto collegamento con il cervello, in pratica dunque direttamente all’interno di strutture nervose. Ciò non avviene mai per i trattamenti estetici o terapeutici.

Il trattamento con botulino può avere effetti collaterali
Come per qualunque altro farmaco, il trattamento con botulino può produrre effetti collaterali. Questi sono però riconducibili il più delle volte ad una scarsa esperienza del medico che ha effettuato le iniezioni. I più tipici sono l’eccessiva immobilità del volto, la ptosi palpebrale o sopracigliare, o un risultato asimmetrico. Comunque gli effetti collaterali scompaiono nell'arco di qualche settimana.

La tossina botulinica provoca assuefazione
Il trattamento non dà assuefazione, il risultato dura da 4 a 6 mesi. È comprovato invece che la ripetitività, se pur a distanza, ne migliora l’efficacia e previene la formazione o l’aggravamento delle rughe di espressione.