Medicina estetica: cos’è, a chi serve, impatto sulla psiche del paziente

Selezionata da Pietro Cazzola

Plastic surgerySi sente parlare sempre più spesso di interventi di chirurgia estetica, ma molte domande sono ancora avvolte nella confusione: in cosa consistono? Qual è la differenza fra trattamento estetico e ricostruttivo? Può un trattamento estetico avere anche finalità terapeutiche? E a chi ci si può rivolgere, se si ha necessità d’intervenire su qualche aspetto del proprio corpo? Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Mara Buoro, laureata in Medicina e Chirurgia, Specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica.

D. Dr.ssa Buoro, in cosa consiste la sua professionalità? Si occupa di chirurgia estetica o ricostruttiva? Qual è la differenza fra i due rami? 
La Chirurgia Plastica comprende sia la Chirurgia Estetica che la Chirurgia Ricostruttiva. Quest’ultima si occupa di ricostruire chirurgicamente l’integrità anatomica e/o funzionale di un’area che sia stata sottoposta a un danno traumatico (perdita di cute, tessuti molli, ossa, amputazioni, ustioni…), patologico/degenerativo (lesioni da decubito, ulcere diabetiche…), chirurgico (es. mastectomie, asportazione di tumori cutanei…), o congenitamente malformata (labio/palatoschisi, malformazioni della mano, del piede, del torace, dei padiglioni auricolari, etc…). 
La Chirurgia Estetica è invece volta a migliorare, tramite interventi chirurgici, l’aspetto della persona, correggendo tratti del volto e del corpo che, seppure sgraditi dal paziente, rientrano in un quadro di normalità morfo-funzionale. Agisce quindi in assenza di una patologia o di un deficit veri e propri, ma solo su richiesta del paziente: in base al suo gusto personale o ad un vero e proprio disagio sociale. La Medicina Estetica si prefigge simili obiettivi, conseguiti però con procedure non chirurgiche, ma mediche ambulatoriali, quali iniezioni (filler, tossina botulinica, revitalizzanti…), peeling chimici, macchinari (LASER, luce pulsata, etc..). Rispetto alla chirurgia, è meno invasiva, richiede in genere trattamenti periodici e i risultati sono molto più “soft”. 
Quale libero professionista, mi occupo prevalentemente di Chirurgia Estetica e Medicina Estetica, anche se non mancano interventi di Chirurgia Plastica o Ricostruttiva, quali correzioni di malformazioni mammarie, asportazioni di neoplasie cutanee, chirurgia della mano, e piccoli interventi di chirurgia dermatologica ambulatoriale. 

D. Qual è la tipologia di pazienti con cui lavora abitualmente? Quali sono le richieste che soddisfa con maggior frequenza? 
In ambito chirurgico, l’intervento più richiesto, sia da uomini che da donne, è quello di liposuzione: per ridurre i cuscinetti adiposi su addome, fianchi e cosce. Seguono la blefaroplastica (asportazione delle borse adipose e della cute in eccesso di palpebre superiori e inferiori), la mastoplastica additiva (in numero un po’ inferiore quella riduttiva e di mastopessi, cioè di sospensione), il mini-lifting del viso, l’addominoplastica, l’otoplastica. 
Nel campo della Medicina Estetica, il trattamento più eseguito è quello di bio-revitalizzazione cutanea tramite iniezioni di acido jaluronico (ripristino di una cute più tonica, rosea, liscia e idratata), seguito dalle iniezioni di filler, sempre a base di acido jaluronico (riempimento di rughe o pieghe del viso, incremento volumetrico delle labbra, degli zigomi, etc.) e da quelle di tossina botulinica (per spianare le rughe d’espressione del volto). Molte sono anche le richieste per la mesoterapia (iniezioni contro cellulite e adiposità).
Sia in ambito chirurgico che medico, la tendenza si sta spostando sempre più verso interventi non troppo invasivi, possibilmente discreti, poco eclatanti, di “mantenimento”, magari anche periodico, piuttosto che di cambiamento drastico del proprio aspetto, come avveniva in passato (o avviene tutt’ora nel mondo dello spettacolo).
I pazienti che si rivolgono a me sono prevalentemente persone comuni che non vivono con particolare dramma il fatto di invecchiare o di avere un seno piccolo, ma che vogliono migliorare il loro aspetto o tornare un po’ più simili a come erano qualche anno prima: fanno correggere gli inestetismi che non gradiscono, così come, concettualmente, si possono raddrizzare dei denti storti o tingere i capelli bianchi. Sono pazienti di entrambi i sessi (donne in maggior numero), di ogni fascia d’età: ad ognuno di loro, anche se arriva in studio con specifiche richieste (spesso purtroppo poco verosimili, a causa della disinformazione data da certi programmi TV o articoli di riviste femminili), viene consigliato il tipo di trattamento più adatto per lui e per la sua età, escludendo eventuali controindicazioni e spiegando bene pro e contro, effetti collaterali e rischi, o sconsigliando il trattamento richiesto, qualora non corrisponda all’interesse del paziente. Infatti, sebbene si tratti di Estetica, sono pur sempre interventi chirurgici o medici da non affrontare con leggerezza, ma rivolgendosi a specialisti del ramo che abbiano come primo scopo la salute, il benessere e l’integrità psico-fisica del paziente. 

D. Qual è l’impatto psicologico di un intervento ricostruttivo, seppur di piccola entità, su un paziente? 
Gli interventi ricostruttivi, visto che sono terapeutici, ripristinando una normalità anatomica e una funzione che si erano perdute, hanno in genere un enorme beneficio sui pazienti: innanzitutto dal lato pratico, ma anche la ricaduta positiva sul versante psicologico è notevole. La persona si libera di una deformità, di una mutilazione, riprende a masticare, a sorridere, a camminare, a lavorare, ritrova la funzionalità di una mano, recupera la propria immagine corporea e una socialità dimenticate, insomma, torna a vivere. Pensiamo alla ricostruzione mammaria dopo una mastectomia, piuttosto che alla ricostruzione di una mandibola operata per cancro, o alla correzione di un labbro leporino, fino ad arrivare al trapianto di una mano o di una gamba. Anche in caso di condizioni meno gravi, il miglioramento è senz’altro di gran beneficio.
In campo estetico ovviamente si tratta di benefici di altro tipo, ma sebbene i pazienti si rivolgano a noi per problemi non invalidanti, con cui riescono a convivere, spesso il disagio può essere notevole e pertanto, dopo il trattamento effettuato, questo verrà eliminato o di molto ridotto. L’importante è sempre chiarire quali siano i limiti dei risultati ottenibili, che il paziente abbia aspettative realistiche. Non si tratta solo di aver rimosso l’inestetismo fonte di imbarazzo o disagio: spesso l’intervento specialistico, sia per il bel risultato ottenuto che per lo sforzo economico e fisico impiegato, stimola anche ad uno stile di vita più sano (dieta, sport, protezione solare, etc…), a curarsi maggiormente, insomma dà una svolta positiva alla vita del paziente che entra in una sorta di circolo virtuoso. 

D. Quali sono i prezzi degli interventi più frequenti? 
I prezzi chirurgici, in generale, possono variare molto in base al tipo di intervento, alla sua durata, al fatto che richieda anestesia generale e pernottamento, quindi vanno valutati caso per caso. Dipende poi molto dal singolo specialista e/o dalla clinica cui ci si appoggia. Date tutte queste considerazioni, per una liposuzione o una blefaroplastica si può spendere dai 2000 ai 5000 €; per la mastoplastica additiva ne serviranno mediamente 6000-8000, per la mastoplastica riduttiva o per la mastopessi i prezzi salgono ulteriormente. 
Per la Medicina Estetica i prezzi variano, oltre che da uno specialista all’altro, anche in base alla marca del prodotto scelto e da quante fiale ne vengono usate: in genere i farmaci più costosi sono anche i più duraturi e confortevoli per i pazienti. Mediamente per le revitalizzazioni si va dai 120 ai 180 €. I peeling chimici costano 80-100 €. I filler partono in media dai 300-350 €; i trattamenti con tossina botulinica sono i più cari (dai 400 € a salire).
Sul “mercato” si trova un po’ di tutto e purtroppo, dato che questo è un settore che richiama un bel numero di persone, spesso molti medici ne fanno un business (magari specialisti di altri settori o addirittura non medici!), puntando al ribasso dei prezzi per attrarre clientela, a discapito della qualità dei farmaci usati, della professionalità e soprattutto della sicurezza dei pazienti. Il consiglio è, sia per evitare effetti collaterali a volte pericolosi, che per ottenere un risultato migliore, di rivolgersi a specialisti del settore che mettano al servizio del paziente la loro professionalità e la loro esperienza, usando i prodotti migliori, magari un po’ più cari, ma di provata sicurezza ed efficacia. 

D. Nello svolgimento del suo lavoro, collabora anche con altre figure professionali?

Sì, può capitare di lavorare assieme ad ortopedici, otorinolaringoiatri, ginecologi, chirurghi generali, se il paziente richiede anche una parte ricostruttiva. Spesso, in ambito estetico, si indirizza ad un Dietologo un paziente prima dell’intervento di liposuzione o addominoplastica, o anche dopo per mantenere il risultato. Saltuariamente si ha la necessità di collaborare con uno Psicologo che aiuti un paziente che ha richiesto un intervento estetico, ma alla visita medica preliminare è risultato avere problemi di dispercezione corporea, patologie dell’alimentazione o un disagio psicologico di altra natura che era solo temporaneamente spostato e riferito al proprio aspetto (in questi casi l’intervento viene negato al paziente).