Medici estetici italiani: la tossina botulinica non blocca il sorriso

Selezionata da Pietro Cazzola

Botox(LaPresse) - "La tossina botulinica non blocca né il viso né il sorriso". Questo è il commento risentito del professore Albero Massirone membro del direttivo del Collegio italiano delle società scientifiche di medicina estetica, in replica a un recente studio promosso da Michael Lewis della scuola di psicologia dell'università di Cardiff.
Nello studio britannico emerge che il botox spiana le rughe, ma eliminando le espressioni viene inibita anche la capacità di provare l'emozione stessa legata alla specifica espressione. Partendo dal principio che le espressioni del volto influenzano e intensificano le emozioni che proviamo, la 'paralisi' dei muscoli facciali e la loro retroazione, dovuta al ricorso alla tossina botulinica, inciderebbero sul nostro modo di percepire l'emotività. Quindi più si ride più ci sentiamo felici; al contrario, sorridendo di meno, aumenta il rischio di depressione.
Non è di questo avviso il professore Massirone che, commentando i risultati emersi dall'indagine dell'università di Cardiff, mette in risalto i limiti della compiuta ricerca. "L'impiego di tossina botulinica, effettuato da medici opportunamente preparati e secondo le linee guide delle società scientifiche, è un trattamento sicuro e che, se correttamente praticato, non altera in alcun modo l'espressività del viso del paziente, tanto meno quello del sorriso".
Secondo studi scientifici riconosciuti nella letteratura medica internazionale, il trattamento corretto con la tossina botulinica, se attuato coerentemente ai criteri delle società scientifiche italiane, "ha la finalità di attenuare le rughe, fornendo un aspetto più giovane e rilassato, senza interferire con l'espressività del paziente". Preservare l'espressività rappresenta, infatti, "uno dei principali obiettivi dell'approccio del medico estetico preparato".
Addentrandosi nella recente ricerca del dottor Lewis, il professor Alberto Massirone mette in evidenza che il campione di pazienti di riferimento risulta piuttosto ridotto rispetto al numero di trattamenti effettuato con il botox: 25 pazienti su centinaia di migliaia di trattamenti attuati ogni anno, per Massirone è un numero poco significativo per evincere gli effetti derivanti dall'impiego del botulino.
Poi, aggiunge che il risultato emerso in questa indagine è opposto a quello di un precedente studio condotto sempre dal dottor Lewis, in cui si affermava che "l'effetto psicologico nelle pazienti è positivo - conclude Massirone - come peraltro dimostrato da numerose ricerche di altre università e dagli studi correlati alle registrazioni ministeriali dei farmaci impiegati in medicina estetica".