Allarme chirurgia plastica in gravidanza

Selezionata da Pietro Cazzola

Chirurgia plasticaFino a qualche tempo fa nessuno avrebbe osato chiedersi l’opportunità o meno di sottoporsi a ritocchi estetici in gravidanza, ma i tempi cambiano e i costumi pure. La richiesta di interventi ”ringiovanenti” da parte di donne incinta è spaventosamente in aumento, complici anche le assurde perfomance delle celebrity d’oltreoceano tipo la Kardashian, che al quinto mese si è sottoposta al cosiddetto lifting del vampiro. L’inquietante trattamento che consiste nel prelevare dai 10 ai 30 ml di sangue dal corpo del paziente, filtrarlo in una macchina per rimuovere le piastrine e iniettarlo nuovamente sul viso pare non abbia nessuna controindicazione in dolce attesa perché non ha rischi di reazioni allergica, al contrario di altre operazioni. Ma l’allarme fra gli addetti ai lavori è scattato ugualmente: “In generale si può affermare che in gravidanza è sconsigliato ogni tipo di intervento chirurgico estetico, perché, come sappiamo, il corpo della donna  risulta essere più fragile,  l’anestesia e i farmaci necessari agli interventi non sono infatti  compatibili con lo stato interessante”, afferma il dottor Alberto Capone, specialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva a Milano. Purtroppo la maniacale ricerca della perfezione fisica imposta dalla nostra società, rende a volte difficile alle future mamme accettare il proprio corpo che cambia, tanto da far loro desiderare il ricorso alla chirurgia. Quali sono gli interventi permessi alle donne incinta? Il dottor Capone risponde: “È possibile effettuare trattamenti estetici meno invasivi, come ad esempio microiniezioni di acido ialuronico, mesolifting e microdermolift, anche se il viso di una donna incinta risulta generalmente più tonico e luminoso a causa degli ormoni in circolo”.
Se il fenomeno -pur in crescita- è ancora limitato a pochi casi durante la gravidanza, stanno avendo un’ impennata le richieste di mastoplastica, addominoplastica e liposuzione post-parto. Ma anche in questi casi gli esperti suggeriscono di stare in guardia: “Pur non essendoci controindicazioni di nessun tipo, soprattutto per quanto riguarda l’allattamento, dopo il parto sarà necessario aspettare qualche mese prima di poter essere sottoposte a interventi di questo tipo”, conclude Capone.