Necrologio. Giovedì 1° novembre è mancato Renzo Mantero

Tutti noi abbiamo avuto modo di apprezzare le sue grandi qualità di chirurgo, scienziato e umanista, ma egli era di più, un uomo dotato di tante straordinarie capacità e di tanto multiforme ingegno da essere anche per me, dopo una vita trascorsa insieme, molto difficile rendere la giusta dimensione della sua persona. L’emozione del momento non mi aiuta in questo gravoso compito, ma farò del mio meglio.

Renzo Mantero nacque a Portovenere l’11 Febbraio 1930. Dopo gli studi liceali aSavona, si laureò in Medicina e Chirurgia presso L’università di Genova nel 1954, prese la Specialità in Chirurgia generale nel 1959 e conseguì il Diploma di Specialità in Ortopedia e Traumatologia nel 1962 presso lo stesso Ateneo. Nel 1964 ottenne la Libera docenza in Semeiotica chirurgica presso l’Università di Pavia. Alla fine degli anni ’50 entrò come Assistente nella Divisione di Chirurgia generale diretta allora dal Prof. Aldo Scalfi, divenendone nel 1970 Primario.  Nel 1972 fondò la sezione di Chirurgia della mano nell’ambito della Divisione di Chirurgia generale, nucleo di partenza dell’attuale Centro regionale di Chirurgia della Mano, creato nel 1995, di cui resse le sorti fino al 1999, anno del suo pensionamento, mantenendone la Direzione scientifica fino ad oggi. Fu membro della Società Italiana di Chirurgia della mano dalla sua fondazione nel 1963, divenendone Presidente nel biennio 1980-81, e membro delle più importanti Società Scientifiche internazionali  dedicate alla chirurgia della mano, venendo riconosciuto nel 2010 tra i grandi Pionieri della Chirurgia della Mano nel mondo dalla International Society for Surgery of the Hand .
Grazie al peso scientifico raggiunto dalla Scuola da lui fondata, ben tre Congressi Nazionali sono stati assegnati al Centro savonese, l’ultimo dei quali nel 2010.
Dal 1979 fu Direttore della Rivista Italiana di Chirurgia e riabilitazione della mano, mantenendone finora la Direzione onoraria.
Nel 1980 fondò   la Fondazione savonese per gli studi sulla mano, promuovendo nel 1981 quello che è oggi il più antico Corso di insegnamento in materia di Chirurgia della mano esistente al mondo, ancora oggi punto di riferimento fondamentale per chi si interessa a questa specialità. Ideò inoltre e diresse finora la rivista “Manovre”, unico esempio editoriale di un periodico dedicato agli aspetti culturali inerenti la mano.
Pubblicò oltre 250 lavori sulle più importanti Riviste internazionali del settore,ed una serie di monografie dedicate alla mano  tra le quali voglio ricordare “La pollicizzazione” e “La malattia di Dupuytren”.
Questo sintetico riassunto di una carriera sfolgorante non può avere altro ruolo che la collocazione temporale di un personaggio che ha segnato una meravigliosa stagione scientifica e culturale, contribuendo in modo significativo a portare la Chirurgia della mano italiana alla ribalta internazionale, non solo per l’eccellenza chirurgica ma anche per i contenuti culturali che seppe sviluppare intorno all’oggetto della sua professione e dei suoi sentimenti più profondi: la mano.
In questi cinquant’anni di attività sono state tali e tanti i progetti, le invenzioni, le ricerche scientifiche e culturali che è impossibile elencare anche solo  le più significative.
La sua instancabile curiosità e sete di conoscenza lo portò a spaziare dalla musica all’arte, la letteratura, coinvolgendo i suoi collaboratori in un entusiasmante percorso  che permise al suo Centro di oltrepassare i confini della tecnica chirurgica per divenire un riferimento culturale universalmente riconosciuto nella sua unicità.
Tutti ricordiamo le sue affascinanti conferenze sulle mani di Paganini, Schumann,  Chopin, Liszt, Rachmaninov, le innumerevoli dissertazioni sulla pittura e scultura dei più famosi artisti della storia dell’arte, quali Tiepolo e Rodin, e soprattutto l’incredibile studio sulle Mani del Cenacolo di Leonardo da Vinci. L’ultima sua opera, la  Gran madre dalle tre mani, scaturita dalla passione per il collezionismo per le Icone russe,ci rimane a testimonianza del suo eclettismo e della profondità del suo pensiero.
Chirurgo, scienziato, uomo di cultura, libero pensatore, combattente, coraggioso, un carattere aspro e duro, ma capace di grandi slanci e di grande generosità; un uomo fuori dal comune, che ha onorato  il genere umano e del quale ogni società civile avrebbe bisogno: 
Renzo Mantero, quid plura?

….e vi ringrazio.

Mario Igor Rossello
 

Fonte: http://www.sicpre.it/la-societa/congressi.html