Al Manzoni eccezionale intervento di Chirurgia Plastica su una bambina di due anni

Selezionata da Pietro Cazzola

Ospedale ManzoniStraordinario intervento di chirurgia plastica e trattamento medico, all’Ospedale Manzoni di Lecco, su una piccola paziente affetta da una estrema rarità eziopatogenetica dovuta ad  una complicanza da varicella. Il caso della bambina, che è stata sottoposta a più e successive  operazioni chirurgiche presso il nosocomio lecchese, trova a tutt’oggi difficile riscontro nella letteratura scientifica internazionale.

Caso clinico
La piccola C. , due anni, giunge all’Ospedale Manzoni, lo scorso luglio, con un gravissimo problema causato da una complicanza, estremamente rara, da varicella. C. presenta gravi manifestazioni emorragiche a livello della pelle e del sottocute delle cosce, con vaste aree necrotiche.
Accolta nella Struttura di Pediatria, guidata da Luciano Beccaria,  la bambina viene successivamente visitata anche da Tommaso Guzzetti, responsabile della Chirurgia Plastica dell’Azienda Ospedaliera lecchese, che conferma l’estrema criticità e peculiarità, del caso. “Spiego ai genitori – racconta oggi il chirurgo plastico – la gravità del caso, il lungo e complesso  iter chirurgico che ci aspetterà, ricco di rischi e probabili complicanze. Spiego la difficoltà della ricostruzione che, in un caso come questo, è lasciata  completamente all’esperienza e capacità progettuale del chirurgo: una capacità  quanto mai innovativa e non suffragata da prove certe riscontrate in letteratura”.
La piccola C. viene sottoposta ad un intervento chirurgico per il risanamento delle aree degli arti inferiori colpite dalla particolare rarità eziopatogenetica. Dopo tre settimane da questo primo intervento, la bambina viene nuovamente operata da Tommaso Guzzetti per la ricostruzione del derma, la parte più profonda della pelle. Viene impiegata una membrana biologica di derma precostituito in laboratorio, utile a ricoprire anche le fasce muscolari in profondità.
La piccola paziente richiede, però, ulteriori episodi interventistici, in tre occasioni consecutive, che permettono allo specialista del Manzoni di ricoprire, e modellare definitivamente, le perdite di sostanza causate dalla malattia. Viene utilizzato , coltivato in laboratorio,  anche uno strato di cheratinociti (le cellule che costituiscono lo strato superficiale della pelle). Il decorso postoperatorio è privo di complicanze e segnato da un susseguirsi di medicazioni attente, precise e pressoché quotidiane. C. viene dimessa, dopo un lungo iter ospedaliero, senza alcuna cicatrice aggiuntiva, oltre a quella causata dalla malattia.