Nuove linee guida per la gestione della diarrea del viaggiatore

Selezionata da Pietro Cazzola, MD

Diarrea viaggiatoreL'International Society of Travel Medicine ha convocato un gruppo di esperti per rivedere le prove disponibili sulla diarrea del viaggiatore e produrre raccomandazioni clinicamente rilevanti e utili sulla gestione della stessa, pubblicate sul sito web dei Centers for Disease Control and Prevention.
La gestione della diarrea del viaggiatore rappresenta uno scenario clinico insolito, in cui è previsto che il paziente diagnostichi e tratti da solo la propria malattia. Trasmettere linee guida complicate ai viaggiatori nella visita precedente al viaggio è una sfida, ma i punti contenuti nel documento possono essere utili per guidare il medico nella discussione con il paziente, e per dare indicazioni chiare e puntuali. Secondo le raccomandazioni, alla maggior parte di coloro che si mettono in viaggio verso destinazioni nei paesi in via di sviluppo dovrebbero essere prescritti loperamide e un antibiotico. Se il viaggiatore si sta recando nel sud-est asiatico, l'antibiotico deve essere l'azitromicina, mentre nelle altre regioni si può utilizzare un fluorochinolone, azitromicina o rifaximina; se si propone rifaximina come agente di prima linea, bisogna dare anche una seconda prescrizione per azitromicina in caso di dissenteria o diarrea con febbre. I viaggiatori devono essere informati del fatto che, se la malattia non incide sul loro viaggio, è sufficiente idratarsi e considerare la gestione dei sintomi con loperamide.
Se la malattia ha invece qualche effetto sul viaggio, ma è tollerabile, bisognerebbe assumere loperamide e prendere in considerazione l'antibiotico, ma il viaggiatore deve essere ben informato di rischi e benefici degli antibiotici in caso di malattia moderata, compresa la possibile insorgenza di resistenze. Se la malattia è molto importante, cioè, per esempio, obbliga a restare in una camera d'albergo, si dovrebbe iniziare l'antibiotico e aggiungere loperamide per un sollievo rapido. Se i sintomi però non migliorano, o se peggiorano, dopo 24-36 ore dall'inizio della terapia antibiotica, è necessario rivolgersi a un medico. Secondo il documento, la profilassi deve essere considerata solo per gruppi ad alto rischio, con patologie di base sottostanti o con necessità critiche di lavoro o di itinerario durante il viaggio. In questi casi rifaximina è la prima scelta, ma, quando questo antibiotico viene utilizzato per la profilassi, è necessario prescrivere azitromicina per il trattamento della diarrea durante il viaggio.