Melanomi spessi: beta-bloccanti riducono progressione della malattia

Selezionata da Pietro Cazzola,MD

MelanomaAlcuni studi internazionali hanno riportato gli effetti protettivi dei beta-bloccanti nei confronti della progressione di diversi tipi di tumore. Nel 2011 è stato pubblicato uno studio prospettico su pazienti con melanomi maligni istologicamente confermati allo stadio II-IIIA. Nel complesso il 25% dei pazienti ha riportato l’uso precedente di beta-bloccanti somministrati in una qualunque fase della vita per altre patologie, e dopo una media di 2,5 anni il 34% dei pazienti non trattati ha presentato progressione della malattia, ma ciò è accaduto soltanto nel 3% di quelli trattati.
Un’analisi più recente ha riportato i dati relativi al monitoraggio di 8 anni di questo stesso gruppo di pazienti, ed a seguito di un trattamento con beta-bloccanti della durata media di 7,6 anni, il 45% dei pazienti non trattati ed il 30% di quelli trattati ha presentato progressione della malattia. Va rimarcato che nel gruppo non trattato il 35% dei pazienti è andato incontro a decesso a causa del melanoma, ma ciò è accaduto soltanto nel 17% dei casi nel gruppo trattato. I risultati del presente studio ospedalieri prospettico dunque confermano i dati precedenti secondo cui l’impiego di beta-bloccanti riduce significativamente il rischio di recidiva e mortalità nei pazienti con melanoma. (Melanoma Res online 2017, pubblicato il 24/3).