Ictus ischemico, ecco i criteri per la somministrazione di alteplase

Selezionata da Pietro Cazzola

IctusL'American Heart Association e l'American Stroke Association hanno pubblicato su Stroke le nuove indicazioni sul razionale scientifico dei criteri file:///Users/apple/Desktop/Ictus%20risonanza%20magnetica.jpgdi inclusione ed esclusione per la somministrazione endovenosa di alteplase, l'attivatore tissutale del plasminogeno (tPA), nell'ictus ischemico acuto. «La selezione dei candidati al trattamento con tPA è un dilemma quotidiano nella gestione dei pazienti con ictus acuto» esordisce la coautrice Dawn Kleindorfer dell'Università di Cincinnati, Ohio, spiegando che i criteri riportati sull'etichetta del farmaco non corrispondono all'esperienza clinica. «Per questo il documento vuole essere un complemento delle attuali linee guida sull'ictus acuto, allo scopo di aiutare i medici a decidere quali pazienti trattare e con che priorità» riprende l'esperta, ricordando che sebbene i benefici del trattamento con alteplase siano ormai dimostrati, solo il 5% dei pazienti con ictus ischemico acuto negli Stati Uniti riceve il farmaco. «Il motivo di esclusione più comune è il tempo trascorso tra l'evento acuto e l'arrivo in ospedale» scrivono gli autori, sottolineando tuttavia che molti altri criteri di esclusione radiologici e di laboratorio, per lo più legati al rischio emorragico, sono considerati standard di cura.
«Ma uno studio recente stima che, anche se tutti i pazienti con ictus ischemico arrivassero nella finestra di cura, solo il 29% sarebbe candidabile con gli attuali criteri di esclusione» spiega Kleindorfer, precisando che l'intento del documento è proprio quello di valutare criticamente ogni criterio di ammissibilità, aiutando il medico ad adottare con pazienti e famiglie modelli decisionali condivisi basati sulla letteratura corrente. E conclude: «Tra i miti da sfatare c'è, per esempio, l'esclusione dei pazienti anziani e di quelli con diabete mellito e iperglicemia, nei quali i benefici di alteplase sono dimostrati. Viceversa altre esclusioni, tra cui la chirurgia intracranica recente, si basano sul buon senso clinico, dato che probabilmente non verranno svolti studi clinici randomizzato per valutarne la sicurezza».

Stroke. 2015. doi: 10.1161/STR.0000000000000086
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26696642