Mieloma multiplo, approvata in Italia nuova molecola

Selezionata da Pietro Cazzola

MielomaLa rosa dei trattamenti contro il mieloma multiplo si arricchisce con l'approvazione e l'inserimento nelle liste di rimborsabilità in Italia da parte dell'Aifa (Agenzia italiana del farmaco) del pomalidomide. La molecola, che è stata immessa sul mercato con il nome commerciale di Imnovid, viene somministrata per via orale in associazione al desametasone nei pazienti adulti già sottoposti ad almeno due regimi terapeutici, comprendenti sia lenalidomide che bortezomib. I criteri di accesso al piano terapeutico comprendono il fallimento dei precedenti approcci e la progressione della patologia durante l'ultima terapia. La novità è stata annunciata a Roma il 22 settembre durante una conferenza stampa organizzata dalla Celgene, casa farmaceutica produttrice del farmaco. Nel nostro Paese il mieloma multiplo rappresenta l'1,2% di tutti i tumori diagnosticati tra gli uomini e l'1,3% tra le donne. L'incidenza media è pari, ogni anno, a 9,5 casi ogni 100.000 uomini e 8,1 ogni 100.000 donne. Le stime riferiscono di 2315 nuovi casi diagnosticati ogni anno fra i maschi e 2098 fra le femmine. La malattia si presenta soprattutto in età avanzata. L'età media dei nuovi pazienti è infatti di 68 anni e solo circa il 2% delle nuove diagnosi avviene prima del compimento del 40esimo anno d'età. «La quasi totalità dei pazienti con mieloma multiplo», ha spiegato Fabrizio Pane, Presidente della Società Italiana di Ematologia, «è a rischio di recidiva, ovvero la loro malattia potrebbe progredire nonostante la risposta iniziale al trattamento, e molti manifestano resistenza a diverse terapie. Le numerose ricadute rendono necessaria la disponibilità di nuove terapie per un miglior controllo della patologia, specie nelle sue forme refrattarie ai trattamenti». Va a inserirsi in questo contesto la terapia a base di Imnovid, associata al desametasone. Durante la conferenza stampa sono stati riferiti i dati dello studio di fase III (Mm-003 Nimbus) che hanno portato all'autorizzazione da parte dell'Aifa. Si parla dell'aumento della sopravvivenza di almeno 7 mesi (12,7 vs 5,7) rispetto al solo trattamento con desametasone ad alte dosi, un allungamento della sopravvivenza senza progressione della malattia (4 mesi vs 1,9) con, infine, un aumento della percentuale di risposta alla terapia che è passata dal 10 al 31%. La nuova molecola è stata classificata come innovativa dall'Aifa. «L'aspetto più interessante del pomalidomide», ha spiegato Antonio Palumbo, dalle Divisione universitaria di Ematologia dell'Azienda Ospedaliera Città della Salute e della Scienza di Torino, «è il suo meccanismo d'azione. Il farmaco agisce infatti su due fronti: da una parte, sul tumore con un'attività tumoricida. Dall'altra parte, sul sistema immunitario con un'attività immunomodulatoria, così da favorire la risposta immunitaria contro le cellule tumorali. Nei pazienti che hanno preso parte allo studio è stato possibile notare la stabilizzazione degli intervalli temporali registrati tra i periodi di remissione e di recidiva. Si tratta di un altro dato importante, dal momento che normalmente, con la progressione della malattia, i tempi tra una recidiva e l'altra tendono ad accorciarsi sempre di più». 

Gianluca Casponi