Accoppiatore arterovenoso, nuova strategia per il trattamento dell'ipertensione

Selezionata da Pietro Cazzola

ipertensioneSi chiama Coupler il dispositivo impiantabile che sembra essere una promettente strategia di trattamento dell'ipertensione resistente. Ha le dimensioni di una graffetta e viene posizionato mediante un catetere inserito nella coscia, dove crea una anastomosi tra arteria e vena iliaca esterna distale, riducendo meccanicamente la pressione del sangue. In uno studio finanziato dall'industria produttrice e pubblicato su The Lancet, 80 pazienti con ipertensione resistente ai farmaci sono stati randomizzati all'impianto del dispositivo o a proseguire il trattamento. E dopo 6 mesi di follow-up, la pressione sistolica misurata in ambulatorio è scesa in media di 26,9 mm/Hg nel gruppo di studio rispetto ai 3,7 mm/Hg osservati nel gruppo di controllo, mentre quella misurata nelle 24 ore è diminuita rispettivamente di 13,5 contro 0,5 mm/Hg. «Quasi un terzo dei pazienti trattati con il dispositivo ha sviluppato edemi alla gamba dovuti a una stenosi venosa successivamente trattata con venoplastica o stenting, e tre soggetti del gruppo di controllo sono stati ricoverati per una crisi ipertensiva» dice il primo autore dell'articolo Melvin Lobo della Cardiovascular Biomedical Research Unit alla Queen Mary University di Londra, Regno Unito, sottolineando che, a differenza della denervazione renale eseguita in passato, l'utilizzo dell'accoppiatore arterovenoso determina una rapida caduta della pressione. «L'uso del Coupler è una strategia di trattamento molto promettente: i farmaci si concentrano sulla regolazione ormonale o neurologica della pressione sanguigna, mentre i nuovi trattamenti come la denervazione renale sono incentrate unicamente sul sistema nervoso locale. Il dispositivo della ROX, invece, affronta con efficacia gli aspetti meccanici della circolazione sanguigna, con un approccio terapeutico concettualmente nuovo» riprende il ricercatore. E ribadisce: «Una volta che il Coupler è in posizione i risultati sono immediati, un aspetto che non è affatto da sottovalutare».

The Lancet 2015. doi: 10.1016/S0140-6736(14)62053-5