Allergie alimentari: in arrivo un nuovo test più preciso e sicuro

Selezionato da Pietro Cazzola

Per valutare la presenza di un’allergia alimentare, normalmente si fa ricorso ai test cutanei (prick test) o al dosaggio delle IgE nel sangue, proteine (immunoglobuline) prodotte dal sistema immunitario. Questi test tuttavia non sono in grado di prevedere la gravità di una entuale reazione allergica, scatenata dall’esposizione ad un allergene alimentare.
 I test di provocazione orale, che consistono nella somministrazione separata di allergeni specifici, sotto supervisione del medico, sono considerati il gold standard per la diagnosi di allergie alimentari. Ma naturalmente può accadere che il test stesso scateni una grave reazione allergica.
Stando ai risultati di uno studio pubblicato su  Annals of Allergy, Asthma & Immunology , potrebbero però configurarsi nuove strade per la diagnosi di allergie alimentari
Secondo gli autori di questo lavoro, il conteggio di alcune cellule del sistema immunitario, attivate in seguito all’esposizione ad un alimento, rappresenta un test sempre e sicuro, che può accuratamente predire la gravità di un’eventuale reazione allergica, in caso di ingestione di quell’alimento. Le cellule del sistema immunitario considerate in questo test sono i basofili e per effettuare l’esame, che si chiama BAT (Basophil Activation Test), è sufficiente un piccolo prelievo di sangue. L’acquisizione dei risultati infine è molto rapida.
“Il BAT fornisce informazioni cruciali sulla potenziale gravità di una reazione allergica scatenata da un alimento – sostiene il primo autore dello studio, Ying Song, ricercatore presso lo Jaffe Food Allergy Institutedel Mount Sinai Hospital - e il prelievo di sangue che questo test richiede è di certo una procedura più tranquilla, rispetto ad un test di provocazione orale. Sebbene i test di provocazione orale vengano comunemente effettuati, possono infatti esporre al rischio di una grave reazione allergica; riteniamo che il BAT possa fornire informazioni più accurate in modo più sicuro”.
“Sebbene il test di attivazione dei basofili – ricorda Xiu-Min Li,  Professor di Pediatria presso la Icahn School of Medicine – abbia dimostrato di essere un’importante esame in aggiunta agli strumenti già disponibili, in quanto consente di discriminare tra soggetti allergici e non e di predire la gravità delle reazioni allergiche al cibo, al momento è approvato solo in contesti di ricerca”.
Lo studio di validazione del test ha riguardato 67 pazienti, dai 12 ai 45 anni, sottoposti  prima a BAT e a test di provocazione orale con placebo, arachidi, noci, pesce, crostacei o sesamo. Lo scopo era vedere se i risultati del test BAT, correlassero con i risultati del test di provocazione orale e la valutazione è stata in doppio cieco e randomizzata.
I risultati hanno confermato la presenza di un’importante correlazione tra i dati forniti dal BAT test e il punteggio di gravità dei test di provocazione orale. Questo, secondo gli autori, fornisce la prova che il test BAT può ridurre la necessità di ricorrere ai test di provocazione orale, almeno per quanto riguarda gli alimenti testati (arachidi, noci, pesce, crostacei, sesamo), ma forse anche per altri cibi.

 
Maria Rita Montebelli