La sigaretta elettronica ha profondi effetti sul metaboloma delle cellule epiteliali bronchiali umane primarie

Selezionata da Pietro Cazzola

Sigaretta elettronicaUltimamente si discute molto sulla relativa innocuità della sigaretta elettronica rispetto alla normale sigaretta. Non esistono tuttavia prove scientifiche che confermino la non nocività delle sigarette elettroniche per le vie respiratorie nell’uomo. 
In un lavoro presentato in occasione del congresso dell’ERS, tenutosi a Monaco nel mese di settembre, alcuni ricercatori estoni hanno reso noti dei dati in base ai quali la sigaretta elettronica produce effetti avversi profondi e immediati sullo stato metabolomico delle cellule epiteliali bronchiali umane (human bronchial epithelial cells, HBEC), simili a quelli osservati con il condensato del fumo di sigaretta (cigarette smoke condensate, CSC). 
Gli autori hanno valutato l’impatto dell’esposizione alla sigaretta elettronica sulle HBEC e valutato l’effetto di UPF1 (4-metossi-L-tirosinil-y-L-glutamil-L-cisteinil-glicina), un analogo dell’antiossidante glutatione, sui cambiamenti osservati. Dopo le analisi tecniche, i ricercatori estoni sono giunti alla conclusione che l’esposizione alla sigaretta elettronica provoca un rapido mutamento dello stato metabolico delle HBEC, a cui fa seguito un ritorno allo stato iniziale ritardato di 12 ore. 
Le alterazioni causate dalla sigaretta elettronica si sono verificate sulla linea di quelle prodotte dal CSC nel 54,4%, 70,1%, 84,4%, 52,3% e 58,8% dei segnali rispettivamente a 1, 2, 5, 7 e 13 ore. Inoltre, l’effetto della sigaretta elettronica sui metaboliti è risultato più intenso rispetto a quello del CSC nel 38,0%, 56,5%, 79,2%, 63,3% e 49,1% dei segnali rispettivamente a 1, 2, 5, 7 e 13 ore. L’UPF1 ha comunque ridotto le alterazioni metabolomiche nelle cellule stimolate dalla sigaretta elettronica, esercitando il massimo effetto a 5 ore.