EASD: gli inibitori del SGLT2 abbassano in modo efficace l’emoglobina A1c di circa lo 0,7%

Selezionata da Pietro Cazzola

diabeteSecondo Apostolos Tsapas, professore associato di Medicina presso l’Università di Aristotle, Tessalonico, Grecia, gli inibitori del trasportatore sodio-glucosio 2 (SGLT2) sono agenti orali che comprendono l’ultima novità in fatto di risorse terapeutiche per il diabete di tipo 2. 
“Questi nuovi farmaci svolgono un’azione insulino-dipendente, rimuovendo il glucosio in eccesso attraverso l’urina”, ha spiegato il professor Tsapas. “Dapagliflozin, canagliflozin ed empagliflozin sono i primi membri della classe di inibitori del SGLT2 che hanno ricevuto l’autorizzazione per l’immissione in commercio in Europa. Associati all’alimentazione e all’attività fisica, possono essere usati come monoterapia nei pazienti intolleranti alla metformina o nei quali la metformina è controindicata oppure nei pazienti con controllo glicemico inadeguato, in aggiunta ai farmaci antidiabetici esistenti, compresa l’insulina”. Il professore è stato fra i relatori di una conferenza stampa durante il convegno dell’EASD, tenutosi in settembre a Vienna. 
Le meta-analisi delle evidenze disponibili pubblicate recentemente dal dottor Tsapas hanno mostrato che gli inibitori del SGLT2 abbassano in modo efficace l’emoglobina A1c di circa lo 0,7% senza aumentare il rischio di ipoglicemia. Inoltre, essi sono associati a ulteriori benefici clinici, compresi calo ponderale e abbassamento della pressione sanguigna. 
“Il principale timore relativo all’uso degli inibitori del SGLT2 riguarda l’aumento dell’incidenza delle infezioni delle vie genitourinarie”, ha concluso. “Inoltre, si deve prestare particolare attenzione ad alcune popolazioni, come i pazienti anziani o quelli con insufficienza renale. Le sperimentazioni in corso che si concluderanno nei prossimi anni chiariranno gli effetti sugli esiti cardiovascolari.”