Aumentano le mastectomie bilaterali per timore di recidive, ma la mortalità non cala

Selezionata da Pietro Cazzola

mammellaNegli USA, tra il 1998 e il 2011, è diventato sempre più frequente il ricorso alla mastectomia bilaterale per il trattamento del cancro di una sola mammella. Ma non sempre questa strategia ha determinato un minore numero di decessi. Lo evidenzia uno studio, apparso ieri online su JAMA, condotto da un gruppo di ricercatori che ha analizzato i dati di un registro sul cancro in California. Dopo aver messo a confronto – nel periodo preso in esame - i tassi di mortalità di 189.734 pazienti sottoposte a tale intervento oppure a mastectomia unilaterale o a chirurgia conservativa associata a radioterapia, il team ha verificato che la mastectomia bilaterale non è risultata associata a un rischio di morte inferiore rispetto a quello della chirurgia conservativa abbinata a terapia radiante. Il più alto tasso di mortalità, peraltro, si è riscontrato nelle donne sottoposte a mastectomia monolaterale. Gli autori della ricerca, coordinati da Allison W. Kurian, del Dipartimento di Medicina della Stanford University School of Medicine, hanno anche notato come il ricorso alla duplice mastectomia abbia raggiunto per lo più i massimi livelli quando le donne erano sotto i 40 anni al momento della diagnosi. Pur non potendo confermarlo, i ricercatori ritengono che ciò sia dovuto a una probabilità relativamente maggiore in tali donne di essere portatrici di mutazioni quali Brca1 e Brca2 e, soprattutto, di avere figli giovani, con la conseguente volontà di prolungare il più possibile la propria vita. Una decisione definita dagli autori «più emotiva che basata sulle prove». Infatti, sottolineano «nonostante la paure della recidiva del cancro possa spingere alla decisione della mastectomia bilaterale, questo timore di solito supera il rischio stimato». In conclusione, gli autori – anche in considerazione della crescente preoccupazione per il sovratrattamento - esortano i clinici a un counselling attento di fronte a una richiesta della paziente di una procedura “incredibilmente” invasiva. (A.Z.

JAMA, 2014 Sep 3. [Epub ahead of print]