Batteriuria asintomatica: linee guida e pratica clinica

Selezionata da Pietro Cazzola

BatteriuriaLa Batteriuria Asintomatica (BA) è una condizione di comune riscontro nella pratica clinica. La frequenza varia tra diverse popolazioni, a seconda di fattori quali l'età, il sesso e le comorbidità (es. diabete mellito o lesioni del midollo spinale)¹.
La frequenza della BA in diverse popolazioni è la seguente: ragazze in età prescolare, 80 anni, 18-43%; uomini di età > 80 anni, 5,4-21%.
Le caratteristiche dei pazienti influenzano anche la microbiologia della BA. Escherichia coli è l'organismo più comune ed è il più probabile che si verifichi in persone sane. Una varietà di microrganismi può essere trovato, tuttavia, compreso EnterobacteriaceaePseudomonas aeruginosaEnterococcus specie, e Streptococcus gruppo B. Negli uomini, è facile il riscontro di Enterococcus e bacilli gram-negativi. I soggetti cateterizzati, residenti in casa di cura, possono avere una BA polimicrobica.  Nella maggior parte delle popolazioni di pazienti, il trattamento di BA non è clinicamente utile e di conseguenza lo screening per BA non è raccomandato. La U.S. Preventive Services Task Force sconsiglia lo screening per batteriuria asintomatica negli uomini e nelle donne gravide; ci sono prove sufficienti per suggerire che lo screening è inefficace nel migliorare gli esiti clinici².
Secondo le linee guida, nel caso di un riscontro occasionale di BA  non si è tenuti a sottoporre il paziente a terapia antibiotica. Questa raccomandazione vale sempre, ad eccezione di alcuni casi di batteriuria ricorrente nella donna gravida o in previsione di procedure genito-urinarie con possibilità di sanguinamento¹. L’indicazione rimane valida anche alla luce di una recente revisione delle evidenze scientifiche³, ma tuttavia molti medici, di fronte al risultato di un test che mostra la presenza di batteri nelle urine, decidono di trattare, anche se le linee guida lo sconsigliano. E’ evidente che, in questi casi per il medico, decidere di non usare antibiotici non è facile, infatti in alcuni studi circa 80% delle persone con BA ottiene un trattamento antibiotico⁴.

Le linee guida per la BA sono disponibili dal 2005, hanno identificato un piccolo gruppo che può trarre beneficio dalla terapia antibiotica (gravidanza e particolari procedure genito-urinarie), ma non hanno determinato cambiamenti sostanziali nell’uso inappropriato di antibiotici in questa condizione.
Un recente studio pubblicato su Clinical Infectious Diseases⁵ dai ricercatori dell’Università di Toronto, si è basato su un approccio che non prevedeva di comunicare il risultato dell’urinocoltura al medico curante.  Il referto era disponibile solo se il medico telefonava al laboratorio. Sono stati studiati 415 pazienti di cui il 2%, alla valutazione base-line, presentava i criteri per una diagnosi di infezione del tratto urinario (UTI), ma il 48% dei pazienti comunque stava assumendo antibiotici. Nello studio pilota, in cui i medici dovevano chiamare il laboratorio per procurarsi i risultati delle urinocolture, la percentuale dei pazienti trattati è scesa al 12%, dimostrando come intervenire aggiungendo un passaggio al processo di acquisizione del dato microbiologico ne determinasse un valore predittivo più elevato.  
Risultato interessante di uno studio che comunque ha bisogno di essere ampliato per poter meglio valutare eventuali effetti negativi dell’approccio alla cura. L’obiettivo finale degli autori era di “salvare i medici dalle loro migliori intenzioni sbagliate” e il metodo proposto sembra efficace. Un passaggio ulteriore verso l’appropriatezza sarebbe di non ordinare urinocolture a tutti, in particolare di non ordinare esami delle urine o colture in pazienti anziani senza sintomi, che non è il pensiero di chi scrive, ma una delle prime cinque raccomandazioni dell’American Geriatrics Society⁶.

Bibliografia

  1. Nicolle LE, Bradley S, Colgan R, Rice JC, Schaeffer A, Hooton TM. Infectious Diseases Society of America; American Society of Nephrology; American Geriatric Society. Infectious Diseases Society of America guidelines for the diagnosis and treatment of asymptomatic bacteriuria in adults. Clin Infect Dis. 2005;40:643-654. 
  2. U.S. Preventive Services Task Force. Screening for asymptomatic bacteriuria in adults: U.S. Preventive Services Task Force reaffirmation recommendation statement. Ann Intern Med.  2008;149:43-7
  3. Nicolle LE. Asymptomatic bacteriuria Curr Opin Infect Dis. 2014 ;27:90-6.
  4. Trautner BW. Asymptomatic bacteriuria: when the treatment is worse than the disease. Nat Rev Urol. 2012;9:85-93.
  5. Leis JA, Rebick GW, Daneman N, et al. Reducing antimicrobial therapy for asymptomatic bacteriuria among noncatheterized inpatients: a proof-of-concept study. Clin Infect Dis. 2014;58:980-983.
  6. ABIM. Choosing wisely. Antibiotics for urinary tract infections in older people[American Geriatrics Society].  http://www.choosingwisely.org/doctor-patient-lists/antibiotics-for-urina... June 12, 2014

​​Paolo Spriano – MMG