Ipertensione ed Epistassi: quale correlazione?

Selezionata da Pietro Cazzola

IpertensioneEpistassi e ipertensione sono problemi frequenti nella popolazione adulta. Definire la relazione tra il livello di pressione arteriosa e l'incidenza di epistassi in un paziente con ipertensione è un problema che il medico si pone frequentemente nella pratica clinica.
Il rapporto tra ipertensione arteriosa ed epistassi è stato oggetto di una recente revisione sistematica della letteratura¹.  Gli autori hanno preso in considerazione studi che avevano analizzato la correlazione tra pressione arteriosa ed epistassi alla presentazione in un paziente con sanguinamento nasale o la conseguenza di episodi di epistassi in pazienti ipertesi. Complessivamente, in nove studi erano soddisfatti i criteri di inclusione. Cinque di essi erano studi su gruppo di pazienti senza controlli, mentre i restanti quattro includevano un gruppo di controllo. In otto studi, il gruppo di pazienti includeva pazienti con epistassi, mentre uno era focalizzato su pazienti ipertesi. Sei dei nove studi concordavano che la pressione arteriosa è superiore al tempo dell’epistassi, rispetto al gruppo di controllo o rispetto alla popolazione generale. Sette su nove studi hanno concluso che esiste una cross-correlazione tra pressione arteriosa e l'incidenza attuale di epistassi nel senso che l’epistassi può portare alla diagnosi incidentale di una ipertensione arteriosa già presente e non riconosciuta.
In uno studio retrospettivo² realizzato in un setting ospedaliero ORL su 219 pazienti ricoverati, per un  episodio di epistassi spontanea severa, l'epistassi è stata classificata in due gruppi, grave e comportante rischio per la vita, in base a criteri di gravità dell’evento (necessità di trasfusione, modalità dell’intervento chirurgico, terapia farmacologica ecc.). Non sono state osservate differenze significative tra i due gruppi in termini di età, sesso,  storia di epistassi e caratteristiche della pressione arteriosa, inclusa la storia di ipertensione. I pazienti con epistassi più grave avevano un'esposizione a terapie anticoagulanti e farmaci antiaggreganti piastrinici simile a quella dei pazienti con epistassi meno gravi.
Pertanto, secondo gli autori, la fisiopatologia di epistassi gravi spontanee resta poco chiara. Nella serie di pazienti studiati si trattava di pazienti anziani (> 60-70 anni), con una storia di ipertensione nel 50 % dei casi. Epistassi spontanee gravi possono anche essere il segno di presentazione di un’ipertensione vera sottostante in circa il 43 % dei pazienti, senza che risulti, al momento della presentazione dell’epistassi, un’anamnesi positiva di ipertensione. Tuttavia, l'ipertensione di per sé non sembra essere un fattore causale statisticamente significativo e/o un fattore di gravità di gravi epistassi spontanee.
In conclusione non esistono evidenze consistenti in grado confermare un nesso di causalità tra presenza di pressione arteriosa rilevata elevata durante l'episodio in atto di sanguinamento nasale e l’epistassi. La difficoltà sembra essere generata da numerosi fattori di confondimento, alcuni dei quali scontati come lo stress legato all’evento o il fenomeno del “camice bianco”. Viene confermata la probabilità che un episodio di epistassi possa portare alla formulazione di una prima diagnosi di ipertensione arteriosa.

Bibliografia

1. Kikidis D et al Is epistaxis associated with arterial hypertension? A systematic review of the literature. Eur Arch Otorhinolaryngol. 2014;271:237-43

2. Page c et al. Serious spontaneous epistaxis and hypertension in hospitalized patients Eur Arch Otorhinolaryngol. 2011;268:1749-53

A cura di Marco Cambielli