Choosing wisely, 5 prescrizioni da evitare in reumatologia

Selezionata da Pietro Cazzola

ReumatologiaAnche i reumatologi Usa ora dispongono di una “Top 5 List”, ovvero di un elenco di procedure da evitare perché inutili, costose e, a volte, dannose. I punti sono stati stabiliti dall’American College of Rheumatology, che hanno aderito all’iniziativa “Choosing wisely”.
1) Non richiedere sottosierologia Ana (anticorpi antinucleo) con un test Ana positivo e un sospetto clinico di malattia immunomediata. La sottosierologia, infatti, è solitamente negativa se l’Ana è negativo. Un ampio range di test autoanticorpali va evitato. La scelta degli autoanticorpi da testare dev’essere invece guidata dalla specifica malattia.
2) Non effettuare test per malattia di Lyme a causa di sintomi muscoloscheletrici senza una storia di esposizione e reperti appropriati all’esame obiettivo. Il test per malattia di Lyme in assenza delle caratteristiche manifestazioni cliniche (brevi attacchi di artralgia o episodi intermittenti o persistenti di artrite in una o più articolazioni alla volta) aumenta la probabilità di falsi positivi e può portare a follow-up e terapie non necessari.
3) Non richiedere una risonanza magnetica (Rm) delle articolazioni periferiche per il monitoraggio routinario dell’artrite infiammatoria. Nonostante l’edema osseo valutabile con Rm possa essere predittivo di progressione in alcune popolazioni, il suo uso routinario non è costo-efficace rispetto allo standard attuale di cura che prevede la valutazione dell’attività clinica di malattia e la radiografia piana.
4) Non prescrivere farmaci biologici per artrite reumatoide (Ar) prima di una tentativo con metotrexate (o un altro Dmard convenzionale non biologico). La terapia iniziale dell’Ar dovrebbe essere un Dmard convenzionale non biologico, tranne in caso di controindicazione. Se un paziente ha una risposta inadeguata al metotrexate con o senza Dmard non biologico, si può considerare l’adozione di una terapia biologica (di prima linea solo in pazienti ad alta attività di malattia e scarsa prognosi).
5) Non ripetere routinariamente scansioni con assorbimetria a raggi X a doppia energia (Dxa) più di 1 volta ogni 2 anni. L’intervallo ottimale tra due scansioni non è noto, ma esami frequenti (<2 anni) non sono necessari nella maggior parte dei pazienti. L’esame andrebbe ripetuto solo se il risultato può influire sulla gestione clinica o se sono attesi rapidi cambiamenti dell’osso.