Avastin-Lucentis, Cochrane: nessuna differenza. Roche, intanto, ricorre al Tar

Selezionata da Pietro Cazzola

OcchioNon esiste alcuna differenza tra i due farmaci Avastin e Lucentis per quanto riguarda la sicurezza del loro utilizzo da parte dei malati di maculopatia retinica. È questa la conclusione di uno studio di revisione della letteratura scientifica, commissionato dalla Regione Emilia-Romagna a Cochrane, organismo non-profit internazionale indipendente in quest'ambito sanitario. Per questi due farmaci, le due aziende produttrici (Roche e Novartis) a fine febbraio sono state multate dall'Antitrust con una sanzione di 180 milioni di euro, con l'accusa di fare cartello per imporre sul mercato il farmaco più costoso, Lucentis, che oggi costa circa 610 euro in più di Avastin. Cochrane ha esaminato tutti gli studi scientifici internazionali che hanno comparato i due farmaci dal punto di vista della sicurezza e che hanno valutato se esistono differenze di rilevanza clinica avverse riscontrate sui malati curati con uno o l'altro medicinale. «La Regione non sostiene una posizione economica - ha spiegato l'assessore regionale alla sanità, Carlo Lusenti - ma etica. Il tema è quante persone curo a parità di risorse, non il risparmio, per spendere in moto etico ed efficiente». Nel frattempo nella contesa entra in gioco anche il Tar, cui Roche ha depositato un ricorso venerdì scorso, rivendicando la differenza non trascurabile tra i due farmaci. «Avastin è un farmaco nato per la cura dei tumori» ha spiegato al Corriere Economia Fausto Massimino, responsabile degli affari legali di Roche. «Il suo principio attivo resta in circolo per una ventina di giorni. E questo è bene per le terapie oncologiche, che così aggrediscono meglio il tumore. Ma non per le maculopatie. Di più: le controindicazioni sono tutte a carico dell’apparato cardiovascolare. Elemento difficilmente trascurabile se il farmaco viene somministrato a un anziano». Ora si aspetta la parola del Tar.

Marco Malagutti