Sopravvivenza per tumori ematologici varia in Europa: i dati di Eurocare-5

Selezionata da Pietro Cazzola
EuropaL’impossibilità di avere i migliori trattamenti e le discrepanze nella qualità delle cure sono le ragioni più probabili per cui la sopravvivenza tra i malati di tumori ematologici è ancora variabile nei Paesi europei, almeno secondo i risultati di uno studio pubblicato su The Lancet Oncology. «La buona notizia è che la sopravvivenza a 5 anni per la maggior parte delle neoplasie linfoidi e mieloidi è aumentata negli ultimi 11 anni, probabilmente grazie all’introduzione in commercio di nuovi farmaci come il rituximab per il linfoma non-Hodgkin e l’imatinib per la leucemia mieloide cronica » spiega Milena Sant dalla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori a Milano e coordinatore dello studio. Ciononostante persistono differenze in diverse regioni europee. Per esempio, l'implementazione e l’uso di nuove tecnologie e trattamenti è stata più lenta in Europa orientale rispetto ad altre zone, e questo potrebbe aver contribuito alle differenze nella gestione e prognosi dei pazienti. «Lo studio EUROCARE-5 analizza i dati di 30 registri tumori di 20 Paesi europei allo scopo di confrontare le differenze di sopravvivenza a 5 anni in oltre 560.000 persone di 15 anni e più nelle quali sono stati diagnosticati undici tumori linfoidi e mieloidi tra il 1997 e il 2008» riprende la ricercatrice. E nel periodo di follow up, durato fino al termine del 2008, alcune neoplasie hanno mostrato aumenti rilevanti in termini di sopravvivenza: il linfoma follicolare dal 59 al 74%; la leucemia mieloide cronica dal 32 al 54% e la leucemia promielocitica acuta dal 50 al 62%. Ma gli adulti in Europa orientale continuano ad avere la sopravvivenza più bassa per la maggior parte dei tumori del sangue. Per esempio, rispetto al Regno Unito il rischio di morte era più elevato nell’est Europa per la maggior parte dei tumori, ma più basso in Europa del nord. E Alastair Munro dell’Università di Dundee in Scozia, commenta in un editoriale: «Una migliore comprensione delle conclusioni EUROCARE-5 richiede ulteriori informazioni tra cui la sopravvivenza suddivisa per malattie (linfomi Hodgkin e non-Hodgkin, leucemie, mielomi e altre neoplasie mieloidi); la distribuzione dei sottotipi istologici; la loro relazione con la distribuzione per età della popolazione e la tempistica di intervento per i tumori a lento accrescimento. E alla domanda se i miglioramenti visti in EUROCARE-5 dipendono interamente dai farmaci, la risposta è: non del tutto».

The Lancet Oncology, Early Online Publication, 14 July 2014