Le statine riducono l’attività fisica degli anziani

Selezionata da Pietro Cazzola

statineL’uso di statine negli anziani si associa a bassi livelli di attività fisica, secondo i risultati di uno studio pubblicato su Jama Internal Medicine svolto alla Oregon State University e coordinato dal farmacologo David Lee, che afferma: «L'attività fisica è importante aiuta gli anziani a rimanere in buona salute, ma dolori muscolari, stanchezza e debolezza sono effetti indesiderati comuni in chi prende statine, e possono limitare le capacità fisiche». Gli autori hanno usato l’Osteoporotic Fractures in Men Study per esaminare il rapporto tra attività fisica e uso di statine in sette anni di follow-up. L'età media dei 3.039 uomini inclusi nell’analisi era di circa 73 anni. Il 24% dei partecipanti usava statine prima dell’inizio dello studio, il 25% le ha iniziate durante il periodo di osservazione e il 48% non le ha mai prese nell’intero follow-up. A conti fatti, l’analisi dei punteggi derivati dai questionari sull’attività fisica dai pazienti mostra una media di 2,5 punti l'anno per i non consumatori e di 2,8 punti l'anno per i precedenti utilizzatori, un divario non significativo. Diversi, invece, i numeri di chi ha iniziato la cura durante lo studio: in questo casi i punteggi, confortati dalle letture degli accelerometri di cui i pazienti erano dotati, mostrano una significativa riduzione dell’attività fisica rispetto agli altri gruppi. «Le possibili cause potrebbero essere i dolori muscolari, noto effetto avverso di questi di farmaci, che peggiorano l’affaticamento muscolare riducendo la capacità di esercizio» ipotizza Lee, sottolineando la necessità di ulteriori studi sull’argomento. E Beatrice Golomb della University of California San Diego commenta in un editoriale: «Qualcuno potrebbe pensare che basti semplicemente promuovere una maggiore attività fisica negli anziani che usano statine. Ma questo approccio non è privo di potenziali pericoli tra cui le fratture, che vanno attentamente valutati tenendo in debito conto l’età, il genere, le comorbilità e lo stato funzionale di ogni singolo paziente». 

JAMA Intern Med. 2014 Jun 9. doi: 10.1001/jamainternmed.2014.2266 
JAMA Intern Med. 2014 Jun 9. doi: 10.1001/jamainternmed.2013.14543