E-cig in Europa: tutti i dati di Eurobarometro

Selezionata da Pietro Cazzola

e-cigLa sigaretta elettronica (E-cig) viene usata per lo più dai giovani, dai fumatori attuali o da chi vorrebbe smettere, secondo un'analisi svolta in 27 Paesi europei e pubblicata online su Tobacco control. «E il loro uso, che ormai coinvolge oltre 29 milioni di persone, sottolinea la necessità di valutare l'impatto potenziale a lungo termine sulla salute dei consumatori e il ruolo nel favorire l’astinenza o la dipendenza da nicotina» dice Constantine Vardavas, ricercatore al Center for Global Tobacco Control dell’Harvard School of Public Health di Boston e coautore dell’articolo. Le E-cig, promosse come sana alternativa alle sigarette o come aiuto per smettere, sono dispositivi a batteria progettati per vaporizzare una soluzione contenente nicotina fornendo l’effetto sensoriale delle sigarette tradizionali ma senza le sostanze cancerogene della combustione del tabacco. «Ma Big tobacco ha investito molto in questo mercato, e alcuni esperti di salute pubblica vedono le E-cig non come salvacondotto per affrancarsi dal fumo, ma come percorso verso la dipendenza da nicotina o un modo per favorire il ritorno al fumo» riprende il ricercatore. Per misurare il modo in cui vengono percepite le E-cig e il loro uso in Europa, i ricercatori hanno analizzato i dati del 2012 di Eurobarometro 385, un’indagine cui hanno preso parte più di 26.500 adulti in 27 Paesi dell'Unione, con una casistica per ciascun Paese proporzionale alla densità di popolazione. Agli intervistati è stato chiesto se avessero mai provato le E-cig e con che frequenza; se ne avessero sentito parlare e se pensavano che fossero dannose per la salute. Ai fumatori è stato chiesto anche se avessero tentato di smettere nei 12 mesi precedenti, se per questo avessero usato l’E-cig. I risultati? «Gli utenti di E-cig sono in maggioranza giovani tra 15 e 24 anni, fumatori attuali fino a 20 sigarette al giorno, e che hanno fatto almeno un tentativo di smettere nel corso dell'anno passato» riprende Vardavas, sottolineando che l’età è il fattore predittivo più potente per l’uso di E-cig: chi ha meno di 25 anni ha probabilità oltre tre volte maggiori di avere svapato, così si chiama fumare l’E-cig, rispetto ai soggetti di 55 anni e oltre. «Ma anche chi desidera liberarsi dalle sigarette ha buone probabilità di aver svapato rispetto a chi non vuole» osserva l’autore elencando altri risultati dell’analisi: ha usato l’E-cig un fumatore su cinque, un ex fumatore su 20 e un non fumatore su 100. «Curiosamente, la diffusione delle E-cig tra i fumatori andava da poco meno dell'8% in Slovacchia a poco più del 36% in Danimarca, senza preferenze di marca» aggiunge Vardavas, puntualizzando che 4 intervistati su 10 pensano che le E-cig siano dannose e che quasi un terzo sono incerti. «Data la giovane età di utilizzo, le implicazioni dello studio potrebbero essere importanti per i politici europei» scrivono gli autori. «Da un lato smettere l'uso del tabacco in età precoce apporterebbe notevoli benefici per la salute pubblica, ma dall’altro il mantenimento della dipendenza dalla nicotina e della gestualità da sigaretta potrebbe ostacolare in modo significativo gli sforzi contro il fumo» conclude il ricercatore. 

Tob Control doi:10.1136/tobaccocontrol-2013-051394