Secondo i CDC quest’anno l’antinfluenzale offre una copertura parziale

Selezionata da Pietro Cazzola

InfluenzaPur invitando a vaccinarsi chi ancora non lo ha fatto, i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) avvisano che il vaccino antinfluenzale potrebbe non proteggere completamente dal ceppo virale H3N2 dell’influenza A, raccomandando il trattamento con farmaci antivirali alle persone ad alto rischio di complicanze che sviluppano sintomi. Quella da H3N2 è stata finora l’infezione più comune di quest’anno, e il virus H3N2 è stato predominante anche nelle stagioni 2012-2013, 2007-2008 e 2003-2004, quelle con i tassi di mortalità più alti nell’ultimo decennio. E circa metà dei virus H3N2 finora analizzati esprimono varianti geniche che li rendono diversi da quelli coperti dal vaccino di stagione, la cui efficacia immunizzante potrebbe essere ridotta. «È presto per dirlo con certezza, ma potremmo trovarci ad affrontare una stagione influenzale impegnativa, e in tal caso non dovremo farci cogliere impreparati» afferma il direttore Cdc Tom Frieden, ricordando che a seconda sulla formulazione, il vaccino antinfluenzale copre tre o quattro virus diversi, e anche durante una stagione in cui il vaccino è solo parzialmente protettivo contro uno dei ceppi, difende comunque dagli altri. «Proprio per questo raccomandiamo con forza la vaccinazione» aggiunge Joseph Bresee, capo dell’Influenza epidemiology and prevention branch ai Cdc, sottolineando che il tasso di contagio è ancora basso negli Stati Uniti, ma sta aumentando in certe zone. «Siamo all’inizio di stagione e non è troppo tardi per fare il vaccino» riprende Frieden, spiegando che la somministrazione di farmaci antivirali come oseltamivir e zanamivir può ridurre le complicanze nelle persone malate o ad alto rischio. «In questi pazienti la terapia deve iniziare subito dopo la comparsa dei sintomi, senza attendere le conferme di laboratorio» riprende Bresee, specificando che questo sottogruppo comprende i bambini sotto i 5 anni e in particolare di età inferiore a due anni; gli adulti ultrasessantacinquenni; le donne in gravidanza; i portatori di malattie croniche come asma, diabete, cardiopatie, patologie polmonari e renali. Conclude Frieden: «Gli studi finora svolti indicano che l’efficacia degli antivirali è massima se somministrati entro 48 ore dalla comparsa dei sintomi influenzali, che possono includere febbre, tosse, mal di gola, ostruzione nasale o rinorrea, mialgie, mal di testa, brividi e astenia».

US Centers for Disease Control and Prevention